4 agosto 1976
proudly made in Rome
da mamma triestina e papà napoletano. Segna la data in agenda, così ti ricordi di farmi gli auguri!
1991
il primo bacio
non si scorda mai ma, giuro, non racconterò mai i dettagli (tipo che poi lui mi ha abbandonata, pentendosene appena qualche settimana più tardi).
luglio 1995
la maturità classica
spiega come sono diventata una paladina del congiuntivo e del punto e virgola
23 luglio 2003
la laurea in architettura
mi ha insegnato a trasformare in realtà la mia idea di casa: un vestito su misura che, per ciascuno, deve calzare alla perfezione
2004
10768401001 + RM-A-16337
non codici cifrati, ma segni distintivi della libera professione: la partita IVA e l'iscrizione all'ordine degli architetti
23 maggio 2008
una nuvola di capelli scuri
e due occhi come stelle. Nella mia vita arriva Francesco e la cambia per sempre
3 dicembre 2010
due occhi azzurri di cielo
e, stavolta, una nuvola di capelli biondi. In un inverno freddo e assolato nasce Fabio, che da grande vuole fare il fumettista
2012
litigare e fare pace
con Samuele. Ogni giorno, per molti altri giorni; penso tutti
22 febbraio 2013
vesto casa con il blog
il titolo del primo post del blog. Se lo scrivessi oggi, sarebbe identico (magari solo con la SEO un po' più curata)

chi sono e perché ho un blog di design

Mi chiamo Nora Santonastaso e sono un'architetto (l’apostrofo non è un errore!) e una design blogger. I progetti per fare belle le case degli altri, le visite in cantiere e i racconti a tema design, viaggi e architettura sono il mio pane quotidiano e, insieme, quello che mi fa felice ogni giorno di aver scelto questa strada professionale.

Riconosco di avere due fortune.

La mia prima fortuna sta nel fatto che i miei genitori, nell'agosto del 1976, abbiano scelto un nome corto e semplice da abbinare a un cognome quasi impronunciabile. Non è cosa da poco che un napoletano e una triestina trovino un accordo di questa portata, ma ora mi godo le mie quattro lettere (e no, non è un diminutivo di Eleonora) quasi quanto le pagine del Piccolo Principe e il rosso dei tulipani.

Ho anche una seconda fortuna. Faccio un lavoro che, al centro di tutto, mette qualcosa di davvero importante per me: la casa e chi la abita ogni giorno.

design lover
tulips collector
freelance inside
chocolate addict
autocad guru
selfie expert

vi racconto la mia storia

Sono nata e vivo a Roma, città che amo alla follia e ho lasciato solo per un breve intervallo di studi universitari a Venezia. La facoltà di Architettura dello IUAV, crocevia di storia e tendenze, mi ha insegnato ad aprire la mente al mondo e alle ispirazioni più diverse.

Mi sono laureata nella caldissima estate del 2003 e, dopo un avventuroso e insolito trasloco via barca, sono approdata nella casa / studio romana dove, ogni giorno, lavoro ai miei ultimi progetti. La casa e i suoi spazi, anche (e soprattutto) se minimi, costituiscono per me una continua sfida alla ricerca delle soluzioni funzionali in grado di accontentare il più esigente dei clienti.

La calibratura dei centimetri a disposizione è la mia specialità e va di pari passo con una ricerca progettuale che, a partire dalle ultime tendenze del design e dell'interior design, ha come scopo quello di ricreare un ambiente confortevole e perfettamente aderente alle necessità di vita reali.

Penso al disegno di un appartamento come a quello di un vestito su misura. Tagli, cuciture, stoffe, sagome non devono fare pieghe e grinze ma, invece, adattarsi perfettamente alla figura, lasciandole libertà di muoversi, crescere, trasformarsi, vivere.

sì, sono un'architetto (e l'apostrofo non è un errore)

La casa non è qualcosa di immutabile nel tempo. Ciascuno di noi deve poter sfruttare la sua potenziale flessibilità, modificando spazi e oggetti in relazione alle proprie esigenze del momento. Il mio lavoro di architetto consiste nel raccogliere e analizzare proprio queste esigenze e nel trovare la soluzione spaziale capace di metterle tutte d’accordo.

I miei strumenti di lavoro sono, oltre alla carta e alla matita (rigorosamente HB, né più dura né più morbida), l’elmetto giallo da cantiere, il metro a nastro e le scarpe antinfortunistiche. Di sicuro non le vedrete alla prossima fashion week milanese, ma salvano i piedi dalla caduta del materiale da demolizione. La loro punta è in metallo, lo sapevate?

Ora potete essere sicuri di una cosa, quindi: io, all'incolumità mia e di chi esegue i lavori, ci tengo davvero. Ed è per questo che, oltre che di progettazione, di direzione lavori e di interior design, mi occupo anche di gestione della sicurezza in cantiere, indossando le vesti di quel professionista che di sicuro avrete sentito parlare in giro con un misto di rispetto (da parte di chi non sa bene di cosa si occupi) e rassegnazione (da parte degli operai più anziani e competenti): il Coordinatore per la Sicurezza.

dal 2011 scrivo di design, architettura, viaggi

Nel 2011, a otto anni dalla laurea, a tre anni dalla nascita del mio primo bimbo e in piena fase di svezzamento del secondo, ho deciso che fare architettura in modo tradizionale non mi bastava più e così, notte dopo notte, in compagnia di una grossa fornitura di tavolette di cioccolato al latte, ho iniziato a scriverne, prima come copywriter per alcuni magazine di settore, poi per qualcosa di solo mio: il blog design outfit.

Il primo post, datato 22 febbraio 2013, si intitolava vesto casa con il blog. Da quella volta a oggi ne sono passati di post e immagini sul mio PC, ma l’idea iniziale, che rispecchia da architetto e da design blogger il mio modo di vedere la progettazione, è ancora lì, intatta: il design inteso come un vestito a perfetta misura, per la casa e per la persona.