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che suono ha la creatività

che suono ha la creatività

 

che suono ha la creatività

Il suono della creatività ha iniziato a diffondersi qualche tempo fa. Prima un po’ sommesso e poi sempre più a crescere e crescere. Sembra che non voglia smettere più, adesso. Viene da molto vicino, per giunta. L’epicentro è stato localizzato a Firenze.

Questo suono è nitido, gutturale e lo riconosceresti tra mille.

Fa Buru Buru.

Dal 23 settembre, però, devi stare attento a distinguerlo dal tam tam che non fa che risuonare nella tua testa quando, davanti al pc, accedi alla tua pagina facebook o fissi un breve pensiero in un tweet.

Tutti si sono messi a parlare – e tutti insieme – di un nuovo modo di fare, far conoscere e rendere accessibili prodotti fatti come una volta – centrini, cuscini, quadretti, tavolini – quando sapevi con certezza chi li aveva ideati, costruiti, amati fin dai primi momenti di vita.

Ora li trovi da Buru Buru, che è un mercato del creare e del condividere.

Prima andavi nella bottega dell’artigiano. Ora, invece, sono le botteghe di molti artigiani e illustratori a venire da te. Tu le visiti in clic, le guardi per immagini, ti fai spedire quello che ti piace e, se proprio non sei soddisfatto (ma mi sembra proprio difficile), rimandi tutto indietro e fine della storia.

Apri la nuovissima homepage e l’altrettanto nuovissimo catalogo (esplorabile per categorie e, quindi, a perfetta misura di dummies) e ti perdi tra mille cose che, insieme, sembrano incarnare ideali di bontà, profonda realtà (sono mani vere quelle che ci lavorano) e accessibilità.

Io mi occupo di design e mi sono creata una selezione di must have nella mia categoria. Le fashion vicitm, però, non possono esimersi dal visitare la sezione moda e gioielli. E poi c’è tanto di più; così tanto che, qui, non ho righe per dirvelo.

Andate da Buru Buru e che il suono della creatività sia con voi!

Nora


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