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la cucina per la mia casa ideale

la cucina per la mia casa ideale

 

la cucina per la mia casa ideale

Male, malissimo, avere a che fare con gli architetti. Averne una per compagna, poi, dev’essere davvero terribile. Mai che le sfugga un dettaglio, mai che eviti di soffermarsi a capire lo spazio, a pensare agli oggetti in relazione alle persone, persino durante una semplice passeggiata del weekend per negozi.

Può succederti addirittura che, se ci abiti insieme, a questo architetto, lei riesca a convincerti a lavorare a un progetto teorico di casa ideale. Ti ci butti, a lavorarci su, visto che anche tu sei del settore e un po’ ti prende, questo fantasticare di architetture, materiali, superfici, ambienti, spazi aperti e chiusi.

Il tu, finora, è riferito al mio compagno; l’architetto sono io e noi, al progetto della casa ideale, ci stiamo pensando davvero. Tanto che ora, ad esempio, ho incontrato una cucina che farebbe davvero al caso nostro e raccolgo sue immagini per studiarle per bene.

Si chiama Way e porta la firma di Michele Marcon per Snaidero.

la cucina per la mia casa ideale

Perfetta per lo spazio open, senza soluzione di continuità, attraverso il quale immagino già di camminare a piedi nudi; una mattina di un giorno di festa, una tazza di tè in una mano e l’altra mano, distratta, che ogni tanto si allontana dal corpo ad accarezzare la superficie liscia, in legno caldo e rassicurante, del piano colazione.

la cucina per la mia casa ideale

Ho in testa un loft – metropolitano, strappato all’oblio di un precedente uso industriale – nel quale il susseguirsi degli spazi non sia vincolato alla classica intersezione di pareti o all’accostamento di scatole adibite alle diverse funzioni.

Immagino piuttosto una superficie orizzontale fluida sulla quale una cucina come Way, versatile ed elegante senza cedere a un’eccessiva formalità, possa far coesistere, senza fratture, uno spazio cucina e un living. Trait d’union elementi ibridi come l’ariosa libreria strutturata in telai di alluminio verniciato, destinata a contenere libri come ceramiche, musica come spezie.

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Per il resto, poi, si ragiona per blocchi. Way ama l’alternanza e l’accostamento di volumi a quote diverse e, per questo gioco, sfrutta due zoccoli – da 10 e 23 cm – che, a turno, amano nascondersi, creando insoliti effetti di sospensione e di sottolineatura dell’ergonomia della zona operativa superiore.

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A disciplinare il tutto un elemento funzionale che, suo malgrado, finisce per diventare decorativo: il profilo continuo, orizzontale o verticale, della maniglia a gola nascosta realizzata in alluminio anodizzato con finitura titanio. Il suo compito è riquadrare, definire, disegnare ombre discrete ma efficaci; ci riesce alla perfezione e non cede mai a banalità o incertezze.

Negli elementi contenitori che sfruttano lo spazio in altezza, la maniglia – che c’è ma non si vede – arriva a definire una sorta di partizione della superficie della parete. Qualcosa che, se volessi, potresti utilizzare come un rivestimento, rigoroso e concreto, anche lì dove la cucina finisce e lo spazio accoglie altre funzioni.

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E poi c’è questo fatto, che mi ha colpito subito e mi ha fatto innamorare di Way fin dal primo istante, facendomela sentire vicina in intenti ed emozioni: è una cucina naturale, intima, tranquilla. Se avesse una voce, non sarebbe acuta nè stridula; sarebbe calda, gentile. Di quella gentilezza di una volta ricordata, nel contemporaneo, dalla veste in legno con la quale, spesso, ama presentarsi.

Sebbene infatti la gamma di finiture disponibili per il suo outfit sia pressoché illimitata, gli occhi e il cuore non possono che farsi tentare dal legno: olmo, rovere, noce, larice. Abbinate a queste essenze, la scelta più convincente pare quella delle tinte neutre dei laccati (disponibili nella versione opaca o lucida, metallizzata o micalizzata) o della lucentezza del vetro, bianco o in diverse gradazioni di grigio. E il marmo, naturalmente.

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Esplorata Way, la rendo un po’ mia e, nella testa, la immagino riempire una porzione della mia casa ideale. E così come vorrei vedere nascere e crescere con me e la mia famiglia quest’ultima, così amerei conoscere il percorso progettuale e la cura sottesa alla realizzazione di questa cucina Snaidero. So che l’azienda me ne offre l’occasione; e, come a me, a tutti voi che state leggendo le mie righe.

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L’iniziativa #ConosciSnaidero, infatti, è aperta a chiunque abbia voglia di conoscere il mondo Snaidero: un giro in azienda e la possibilità di comprendere il percorso che ogni singola anta compie prima di arrivare nelle nostre case. Ideali o reali che siano.

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Questo post fa parte della rubrica Home Style Blogs | Trends & Stories, dedicata agli outfit e alle ultime tendenze del design raccontate, per immagini e parole, dai blog della rete Home Style Blogs!

Nora


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