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Fuorisalone Incipit: una bottega del design

Fuorisalone Incipit: una bottega del design

Fuorisalone Incipit: una bottega del design

Fuorisalone Incipit | press kit

Il 10 aprile scorso mi trovavo a Milano per le strade del Fuorisalone, affollate in uguale misura da persone e oggetti. Trascinavo un trolley rosso carico della scorta di materiale fatta al Salone il giorno prima. Mentre scrivo è qui, vicino alla mia sedia, e attende pazientemente che io mi prenda cura di lui e di tutto ciò che contiene. Porta sul fianco la scritta Salone del Mobile. Milano, è di Piquadro ed è di sicuro un buon compagno per il mio primo pass stampa per la Fiera.

Quando avrò sottratto alla sua pancia capiente l’ultimo press kit, statene certi, lo saprete e forse mi odierete anche un po’. Nel frattempo, infatti, vi avrò dato in pasto tutta la mia Milano Design Week e sarete così sazi da avere la sensazione di stare per scoppiare.

Dicevo del Fuorisalone, dunque. In via Tortona tutta la mattina (presto ve ne parlerò), un pranzo veloce con la mia amica Simona di BagniDalMondo e poi di filato verso Porta Genova e la linea verde per Lambrate. Tutta una tirata, per fortuna.

Trolley sempre al seguito, fidandomi del mio senso dell’orientamento (ho abitato a Venezia per quattro anni, quindi è ben testato), arrivavo prima in via Ventura (un’altra tappa che aspetta un post) e spendevo poi le mie ultime energie riservate al Fuorisalone in via dei Canzi 19. Lì c’era il Ventura Team Up e, lo sapevo bene dai miei appunti, anche Incipit con Tull e Intempo.

Fuorisalone Incipit: una bottega del design

Fuorisalone Incipit | Tommaso Caldera, lampada a sospensione Tull

Inizio ad aggirarmi lenta per i diversi spazi e non capisco, all’inizio, come sono organizzati. Cammino senza meta, un po’ appesantita dal trolley ma sempre curiosa di vedere tutto, di catturare, per conservarlo nella testa e nella pancia, ciò che mi circonda.

Da buon architetto sono abituata a guardare ogni luogo e a cercare di capire come è riempito, come si percorre, come si vive. Non mi affido al caso; studio pure gli angoli e faccio miei i colori e i materiali. In via dei Canzi 19 mi viene un po’ difficile; per studiare tutto – capisco – mi ci vorrebbe una giornata intera.

Mi forzo a fare una decisa scrematura e vado dritta al sodo. Vado al Fuorisalone Incipit.

Lì, dalle notizie di preview che ho, so cosa troverò e questo mi rassicura; sono alla fine della mia due – giorni milanese e inizio a soffrire l’abbuffata di design. Ho in programma di fare qualche foto, due chiacchiere con i designer e di appurare se ciò che ho conosciuto per immagini e comunicati stampa corrisponde alla realtà.

Fuorisalone Incipit: una bottega del design

Fuorisalone Incipit | Filippo Castellani, orologio Intempo

E poi questo mio programma subisce una svolta inaspettata.

Arrivo da Incipit, infatti, e non trovo nessun designer. All’inizio, anzi, non vedo proprio nessuno. Poi guardo bene e mi accorgo della presenza di un signore seduto a un tavolino, vicino a oggetti di molte forme diverse.

Non è chi mi aspettavo ma, da Incipit, ci sta a suo agio; mi sembra che completi il quadro. Un po’ intimidita mi avvicino e mi presento: sono Nora del blog design outfit, conosco qualcuno dei vostri prodotti e mi piacerebbe saperne qualcosa di più; vederne anche degli altri, se possibile.

Iniziamo scambiando qualche parola e, alla fine, la chiacchierata prende il volo. E’ davvero piacevole e interessante.

Fuorisalone Incipit | come nasce una bottega del design

Prima di tutto, immagino, vorrete sapere chi è il signore seduto. E’ Roberto Hoz, ingegnere, con alle spalle una lunga esperienza nel settore progettazione, logistica, produzione di aziende che, già a dirne il nome, mi fanno venire in mente design italiano come si deve: Luceplan (ora mi spiego la presenza discreta della piantana Costanza), Artemide, Cassina. Oggi, docente di Marketing Industriale al Politecnico di Milano, ammette di voler vivere in prima persona il vento del cambiamento attraverso gli occhi, la matita e le mani dei giovani progettisti.

Fuorisalone Incipit: una bottega del design

Fuorisalone Incipit | Tommaso Caldera, lampada a sospensione Tull

E così, l’anno scorso, fonda il laboratorio di Incipit. Lo fa con Marta Bernstein, giovane grafica che, con entusiasmo, si occupa anche di realizzazione di prodotti di design.

Chiedo a Roberto di spiegarmi la logica del laboratorio e lui, subito, mi piazza la parola bottega. Per chi, come me, ha fatto studi classici, questa porta con sè la suggestione della figura del maestro e del suo circolo di giovani apprendisti. Loro bussano alla sua porta e chiedono di entrare per studiare e percorrere il cammino della conoscenza.

Incipit attualizza il concetto della bottega e raduna, nel suo spazio milanese, una ventina di giovani designer; quelli che non avevo trovato lì fermi in via dei Canzi ma, come me, erano in giro per il Fuorisalone a caccia di idee e ispirazioni.

Fuorisalone Incipit: una bottega del design

Fuorisalone Incipit | Filippo Castellani, orologio Intempo

Tra loro Tommaso Caldera con la sua lampada Tull, Filippo Castellani con il suo orologio Intempo, Manuela di Loreto con la sua famiglia di vasi in vetro soffiato Sunset. Quest’ultima, tanto per sottolineare su che terreno ci muoviamo, arriva a Incipit dopo una lunga esperienza di collaborazione con il maestro Enzo Mari.

E poi molti altri che, spero, mi perdoneranno per la mancata citazione.

Lavoro in team, rispetto, ricerca, made in Italy sono le parole chiave del progetto. Il recruiting per l’accesso a questo atelier di sapore rinascimentale avviene attraverso il canale preferenziale delle scuole di design e dei workshop organizzati nel percorso di studi.

Il giovane designer, all’affacciarsi nella realtà di Incipit, viene seguito da un tutor e inizia a sviluppare i suoi progetti. Roberto mi parla di questa collaborazione chiamandola piccolo esempio di patto generazionale tra vecchi del mestiere ed emergenti.

Lo scopo è questo [copio da comunicato stampa]: Incipit vuole essere un supporto su tutti gli ambiti che sono legati alla professione del designer: ingegnerizzazione e produzione, contrattualistica e royalties, conoscenze tecniche su materiali e lavorazioni, rapporto con i fornitori, prototipazione e quanto altro può servire al buon esito di un progetto.

Nora


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