the golden age

 

the golden age

Quest’anno le vie della Design Week milanese sono state – se così si può dire – letteralmente lastricate d’oro. E con questo non intendo riferirmi metaforicamente alla ricchezza degli allestimenti o alla complessità progettuale sottesa agli arredi e ai complementi in mostra, ma al materiale vero e proprio; o quantomeno alle sue (ben riuscite) imitazioni.

Pare infatti che l’oro, attraverso la sua innata e calda lucentezza, abbia conquistato le grazie di molti brand e designer partecipanti all’evento e, nelle forme più varie, abbia poi incantato lo sguardo delle migliaia di visitatori accorsi al Salone e al Fuorisalone.

Vi ho già parlato – senza risparmiare un po’ di sana vena polemica – del fasto aureo di Kartell, declinato nella chiave insolita del metacrilato.

E vi ho anche raccontato – sperando di trasmettervi la mia emozione e il mio entusiasmo – della mia visita alla Casa della Luce a Ventura Lambrate. Lì, in un contesto architettonico di stampo industriale, Catellani & Smith, pronti a disvelarle, avevano nascosto per me e molti altri le ricchezze di una luce dai puri riflessi dorati.

Oggi, qualche mese dopo, mi ritrovo a parlarvene nuovamente e, invece di ripetermi, allargo il discorso. Decido di tempestarvi d’oro e luce e, per farlo, attingo al catalogo di Idea Luce. Digito oro come parola chiave di ricerca et voilà! Una cascata preziosa di lampade di ogni foggia, misura e tipo minaccia di farmi cadere nella tentazione dell’acquisto online.

the golden age

All’inizio – ve lo dico – faccio davvero fatica a staccare gli occhi dall’incantevole e suggestiva matassa di Fil de Fer. Il groviglio, che acquisce un intenso bagliore dorato grazie al sapiente accostamento del filo d’alluminio a molte, puntiformi sorgenti luminose, ha infatti il valore aggiunto del gioco. Puoi immaginare di vederlo rotolare a distanze infinite e, se vuoi, puoi spostarlo da un punto all’altro del pavimento come faresti con una palla o un cuscino.

Con Padella di Minitallux la questione non si fa più semplice. Vengo immediatamente catturata dai materiali: vetro di Murano, foglia d’oro e rete metallica. La loro combinazione genera un disco snello ed elegante da appendere alla parete o al soffitto.

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Lo stesso rivestimento delinea la fascia orizzontale di Unica (Sikrea), discreta e, allo stesso tempo, sottilmente preziosa e riconoscibile.

Infine mi lascio tentare dal design iconico di due lampade che, con il passato e gli anni d’oro del design, hanno molto a che fare. Entrambe sono di Oluce e una, addirittura, la si chiama abitualmente per nome, come se fosse un amico di vecchia data: Atollo.

Se la prima è di Vico Magistretti ed è classe 1977 (vincitrice, tra l’altro, del Compasso d’Oro nel 1979), la seconda è di Nendo – il gruppo di lavoro giapponese guidato dall’architetto Oki Sato – e contiene una curiosa innovazione funzionale: l’interruttore (lo Switch) non c’è. La lampada (che esiste nella versione da terra o da tavolo) si accende e si spegne agendo semplicemente, con una leggera rotazione, sull’ampio paralume.

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Questo post fa parte della rubrica Home Style Blogs | Trends & Stories, dedicata agli outfit e alle ultime tendenze del design raccontate, per immagini e parole, dai blog della rete Home Style Blogs!

Nora


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