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iSaloni. ricapitoliamo. seconda parte

iSaloni. ricapitoliamo. seconda parte

 

iSaloni. ricapitoliamo. seconda parte

Ci siamo lasciati mentre iniziavo a percorrere le mie vie de iSaloni.

Mentre ricomincio a scrivere il racconto, mi fermo e le mani si bloccano sulla tastiera; devo fare una breve riflessione.

Al ritorno dalla Design Week ciascuno di noi, che l’ha vissuta come l’evento annuale del design internazionale, vuole tirarne fuori il meglio, spremerne il succo e trarre le dovute conclusioni sulle tendenze e sul sempiterno dilemma del meglio e peggio.

Un blogger, che per far questo usa le parole e le immagini, desidera scrivere il migliore degli articoli possibili: quello che, in perfetta sintesi, comunichi ai lettori la portata dell’emozione della visita e faccia in modo che loro stessi, in qualche maniera, ne partecipino in prima persona.

Ecco il motivo per cui ho il blocco dello scrittore. Non so scrivere il migliore degli articoli possibili. Ho in testa mille frammenti e fatico a fare ordine. Perdo ancora un po’ di tempo e poi mi decido a iniziare il mio racconto. Fa niente se sarà parziale e incompleto; è comunque mio.

Non posso fare a meno di vedere e di pensare da architetto, anzi. So che questo strumento di conoscenza è così potente da permettermi di parlare del Salone da due diversi punti di vista: quello dell’allestimento e quello dei prodotti esposti.

Inizio dal primo che, per vocazione, ha a che fare con lo spettacolo, il mettersi in mostra, lo scegliere l’immagine attraverso la quale veicolare il proprio lavoro di design e produzione.

Al Salone ho individuato, tra gli altri, tre leit motiv che corrispondono ad altrettanti spazi ben caratterizzati: la casa, il giardino, il teatro.

la casa

Per presentare le loro nuove collezioni, molti brand, quest’anno, si sono affidati all’immagine rassicurante delle quattro mura della casa. Agglomerati di più stand hanno costituito un ideale piano di fondazione al di sopra del quale, secondo un progetto ben definito, sono state innalzate le pareti dei diversi ambienti di vita: soggiorno, bagno, camera da letto, sala da pranzo, cameretta dei bimbi e persino disimpegni e corridoi.

A voi due di queste case da esposizione: quella di Casamania (dove, tra l’altro, il personale è stato di rara gentilezza anche con me, povera blogger!) e quella di Magis.

iSaloni. ricapitoliamo. seconda parte

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il giardino

Molte anche le ricostruzioni di spazi all’aria aperta, anche per brand non strettamente connessi al settore outdoor. Splendida oasi di relax, per gli occhi e per la mente, lo stand di Dedon, all’insegna delle fibre colorate a contrasto con uno sfondo bianco a sagome naturali.

Quieto e ricco, in legno e design puro, materico e pieno, lo spazio allestito da Ethimo, attraverso il quale sono stata guidata dalla gentile Francesca (che, prima del Salone, conoscevo solo virtualmente attraverso le righe dei suoi comunicati stampa).

E poi Gibus (di cui, sul blog, avete già letto qui), Extremis e Stua; quest’ultimo meraviglioso e sereno per il forte richiamo al mood floreale presente sulle pannellature verticali dello stand.

iSaloni. ricapitoliamo. seconda parte

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il teatro

Infine c’è chi ha puntato tutto sulla scenografia, sulla sorpresa, con il prodotto, in sé e per sé, relegato in secondo piano rispetto alla logica dell’accumulo, della sovrapposizione, dell’eccesso in cui tutto si perde e ogni cosa può trovare posto.

E se questo, per me, può avere un significato per un brand, come Desigual, che si è affacciato quest’anno, per la prima volta, nei corridoi del Salone, mi sembra invece piuttosto svilente e inutile per Kartell.

Tutto quell’oro, accompagnato dall’inevitabile, chiassosa curiosità della folla – e anche dalla generale spocchia e antipatia del personale addetto alle relazioni stampa e pubblico di settore – mi ha fatto desiderare di fuggir via pochi attimi dopo aver varcato la soglia del forziere.

Magari il prossimo anno andrà meglio; almeno per me.

iSaloni. ricapitoliamo. seconda parte

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Nora


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