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la sera di Halloween sto con Jack

la sera di Halloween sto con Jack

 

la sera di Halloween sto con Jack

Gli altri mi hanno stancato già da un po’. Ora sto con Jack che, tra l’altro, essendo una zucca, è anche commestibile. Valore aggiunto non trascurabile, considerando che in questi giorni – pur non potendo addurre la scusa di un freddo che a Roma non si decide proprio ad arrivare – ho continuamente fame.

Il tragitto studio / frigorifero è ormai segnato da un solco sul mio pavimento in marmo e piastrelle e credo che, se non mi do una regolata, non ho speranze future di colmarlo. Pazienza. Peso sempre un niente, che vi credete…

Smetto di divagare, comunque, e mi accingo a illustrarvi l’inizio della mia relazione con Jack, che promette una passionalità dai risvolti macabri e cruenti.

Ieri sera l’avevo infatti a mia completa disposizione e, dopo averlo messo al centro del tavolo della cucina, completamente inerme, ho iniziato ad aggredirlo così, senza un motivo apparente.

Armata di un pennarello rosso sangue (sottratto all’astuccio dei bimbi, riserva senza fondo di ogni strumento di tortura artistica) gli ho donato una dubbia vista bi – triangolare e una bocca che, anche a un orecchio non esperto, griderebbe l’intervento urgente di un dentista.

Non contenta, ho afferrato il coltellino più affilato di cui dispongo e, con precisione (quasi) chirurgica, mi sono messa a incidere la pellaccia spessa di Jack che, a mio parere, è frutto delle sue scorribande passate.

la sera di Halloween sto con Jack

Arrivare alla polpa della zucca è stato più facile di quanto credessi, così come estrarre la calotta e svuotare ben bene le cavità del volto. La parte difficile è arrivata dopo e, precisamente, quando ho dovuto lavorare sulle pareti interne dell’ortaggio armata solo di un umile cucchiaio.

Ma le sfide mi attraggono e poi – pensavo – Jack non può farla franca! E’ mio!

Alla fine è stata una vera e propria carneficina: pezzi di polpa ovunque e mani doloranti. La stanchezza è stata il passo cruciale per l’inserimento di un elemento romantico nella mia relazione con Jack: il chiarore di una candela.

Ho guardato Jack negli occhi e non sapevo se aver paura o no. Poi un lampo! Non ero io a dover avere paura! Era lui!

Ed è per questo che, d’un balzo, è finito in pentola insieme a una buona manciata di riso.

Nora


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