Outfit di tendenza e su misura per la casa
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lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 1

lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 1

lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 1

Pare che la professione del blogger o, più in generale, del freelance creativo, incomprensibile a molti e, per alcuni, socialmente riprovevole (si ha sempre paura di ciò che non si conosce!), venga esercitata per lo più tra le quattro mura di casa.

E non penso che la scelta di lavorare a casa, rintanandosi in uno spazio che ben si conosce, sia dettata unicamente da motivi di ordine economico. D’accordo; l’affitto di uno studio, di una stanza o di una postazione in un coworking mette di fronte a costi fissi difficilmente sostenibili quando il lavoro è fluttuante e discontinuo o, magari, sta muovendo i suoi primi passi.

Ma c’è anche, senza dubbio, una componente personale della scelta. La casa offre all’occorrenza riparo, comfort e – a voi che non siete freelance lo posso assicurare – è il posto perfetto per far cavalcare le idee nei momenti di buona o per metabolizzare qualche piccolo fallimento o ostacolo nel lungo e difficile cammino dell’affermazione e della riconoscibilità.

Ecco che quindi, con questo post, propongo a noi, popolo di blogger e creativi, qualche consiglio semiserio per sfruttare al meglio il nostro spazio lavorativo domestico.

primo consiglio per lavorare a casa | no all’abbrutimento!

lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 1

Chiaro che, chini sulla tastiera dalla mattina presto e fino a tarda sera, con gli occhiali che scivolano verso la punta del naso, speriamo di non incrociare lo sguardo di qualsivoglia essere vivente che si trovi a passare da quelle parti (marito / compagno / figli / cane / gatto esclusi).

Eppure esiste una soglia di dignità che, assolutamente, deve impedirci di rimanere in pigiama nei giorni feriali (paradossalmente la domenica possiamo concederci questo lusso!) e deve invece spingerci alla riscoperta del guardaroba (è ammesso il ricorso prevalente alla sezione casual) e degli abbinamenti sopra / sotto gradevoli non solo ai daltonici, ma alla maggioranza della popolazione.

No alla sciatteria, quindi, e sì alla cura di sé durante quel quarto d’ora mattutino che serve per trasformarci da esserini assonnati appena usciti dal letto in smaglianti professionisti che traboccano di idee creative!

Nota: so che quest’anno vanno di moda le vestaglie fiorate, ma non è corretto utilizzare questo pretesto per sfoggiare H24 la vostra, ereditata dalla vecchia zia. Siete giustificate solo se londinesi o newyorkesi dotate di un’allure alla Carrie Bradshaw, tanto per intenderci.

secondo consiglio per lavorare a casa | non ci siete per nessuno!

lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 1

Chiaro che per la società noi blogger non siamo che eterni Peter Pan, goderecci fannulloni con l’attenzione perennemente puntata sulla timeline di facebook e twitter e un occhio sempre vigile alla casella di posta, pronto a intercettare l’invito a un evento in cui sia previsto il break con buffet.

Facciamo un lavoro (il corsivo sottolinea l’incertezza) che, a spiegarlo a papà e a nonna, non si trovano le parole; più che altro non si trovano parole che i predetti parenti possano utilizzare per rispondere al vanto del vicino di casa sul figlio dottore / ingegnere / capitano d’industria / navigatore dei sette mari. Loro hanno a che fare con qualcuno che fa qualcosa che proprio non capiscono e che, mai e poi mai, percepirà il caro vecchio stipendio da colletto bianco di antica memoria. Freelance… Sperano che sia legale, almeno.

Fatto sta che, proprio a causa del misconoscimento della dignità del vostro lavorare a casa, papà e nonna tenteranno sempre, anche a più riprese nel corso di un’unica giornata feriale, di penetrare la vostra fortezza domestica e rubare, con i pretesti più assurdi, tempo alla vostra creatività. Ti porto qualcosa da mangiare? Ho da raccontarti certe robe sulla Luisa…

In questa caso la vostra / mia risposta alla telefonata che precede la visita deve essere, a scelta, una delle seguenti (consiglio la pesca random): sono al mare con un amico/a; sono partito/a per Amsterdam; sono in giro a fare shopping. Periodicamente consiglio di fare un refresh sulle destinazioni; così, tanto per non scivolare nella routine.

Se ciascuna di queste risposte non farà che consolidare negli amati parenti l’idea di fannulloni che già hanno di voi, almeno servirà a tenerli lontani, almeno per un po’, dalla vostra casa / ufficio.

Inutile dire che, alla ripetuta e insistente citofonata (metodo di azione diretta che papà e nonna potrebbero adottare a seguito di alcune telefonate e tentativi infruttuosi di accertarsi di persona della vostra sanità mentale), dovete ostentare la finzione dell’assenza. A livello di immagine la scomparsa potrebbe giocare a favore di mistero e, che ne so, procurarvi un po’ di traffico in più su facebook e wordpress.

[lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 2]

Nora


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