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lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 2

lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 2

 

lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 2

Cari colleghi freelance che lavorate a casa, ben ritrovati!

Andiamo avanti con la seconda parte dei miei cinque consigli di stile per chi lavora a casa. Spero che i primi due li abbiate imparati a menadito e messi in pratica (ditemi che almeno ci avete provato!). Qui di seguito trovate gli ultimi tre, buona lettura!

terzo consiglio per lavorare a casa | occhio alla dieta!

lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 2

Inutile prenderci in giro. Sia voi che io sappiamo alla perfezione che, totalmente assorbiti dal lavoro al PC e al riparo da occhi indiscreti, siamo capaci di ridurci in condizioni vicine al più completo imbarbarimento.

Crediamo che il nostro lavoro creativo debba continuamente essere alimentato da dosi massicce di zuccheri e calorie.

Ed è per questo che, a un’occhiata rapida a una delle nostre scrivanie, si rileverebbero, in ordine sparso: sacchetti semivuoti di patatine, involucri di cioccolatini (i miei al latte; i vostri?), bicchieroni di intrugli gassati, briciole di alimenti non meglio identificati. Nessuna traccia, invece, di quei tablesetting super stilosi che riempiono le pagine dei nostri blog e social.

Se storcete il naso alla descrizione di questo panorama, esibendo un presunto salutismo fatto di cereali e frutta di stagione, sappiate che non vi credo. Può darsi che la vostra caduta nel regno dei barbari sia più dolce e meno profonda, ma non più di questo.

In vista dell’imminente prova costume e per rispetto alla decenza e alla salute (sto pure per compiere i fatidici quaranta, accidenti!), invito tutti, compresa me, a un po’ di attenzione riguardo alle abitudini alimentari. Il fast food senza regole non credo sia il cibo ideale da freelance e, tra l’altro, non concede quella pausa necessaria a rigenerare occhi e cervello.

In linea di massima potremmo pensare di fare così: alle 13 riemergiamo dalla postazione di lavoro domestica e, a tentoni, con gli occhi ancora da abituare alla luce naturale, guadagniamo l’accesso alla cucina. Lì, con la massima cura possibile concessa dalla pausa breve (io posso permettermi una mezz’ora, voi?), imbastiamo un pranzo leggero su tovaglia e piatto come si deve. Caffè finale e si torna al lavoro!

Ovvio che la pausa cioccolata consolatoria non va bandita; solo contenuta entro limiti accettabili dalla società! Il trucco è pensare all’oasi sicura della casa non come a un luogo chiuso e inaccessibile agli sguardi altrui; piuttosto a un luogo a cui, volendo, un estraneo possa buttare uno sguardo inaspettato, proprio come succede per un lavoro tradizionale, a contatto con il pubblico.

quarto consiglio per lavorare a casa | la sindrome del lavoro infinito

lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 2

Potrei mettermi a urlare da sola, come una pazza, se sentissi ancora una volta la frase: beato te, che lavori a casa! Puoi gestirti il tuo tempo e organizzarti come vuoi! Peccato che l’interlocutore non sappia che gestire il proprio tempo possa corrispondere, oltre a una vacanza prolungata all’infinito, anche (e più spesso) all’allettante possibilità di lavorare H24 a ritmi che neanche gli schiavi in Egitto durante la costruzione delle piramidi…

Questo non toglie che il freelance, crogiolandosi nel suo (presunto) fascino di bello e dannato incurante di orari e regole, possa arrivare a non staccare gli occhi di dosso all’amato e fedele PC per ore e giorni consecutivi.

Il comportamento, oltre a fare il paio con la dieta sregolata del punto precedente, ha la capacità di svincolarlo completamente dalla giornata tipo dei comuni mortali.

Riemerge a fatica dalla tana a occhi socchiusi per pura necessità e si affaccia al mondo esterno solo per rispondere a esigenze primarie e concrete. L’apertura in Italia di molti supermercati con orario H24 l’ha reso felice, gratificandolo con una sensazione di onnipotenza.

Tutto sta a provare a organizzare la giornata lavorativa con un certo criterio. E se a volte, in prossimità di consegne e urgenze, bisogna spingere, è anche vero che la prospettiva di disporre del proprio tempo a piacimento porta spesso a una dilatazione infinita delle attività.

Ho cercato di monitorarmi durante la scrittura di questo post. Ho controllato la mia casella di posta almeno cinque volte, finora; inutile dire che ho perso anche una manciata di minuti su facebook, inebetita sulla timeline invece che attiva sulla mia pagina o in un gruppo di lavoro. Colpa mia.

Eppure so che una delle tecniche più efficaci per organizzare la propria giornata lavorativa in frazioni produttive e regolari è quella del pomodoro. Con un timer di quelli da cucina a portata di mano, si tratta di dividere il lavoro in piccole porzioni, rendendole veloci, efficaci e facilmente digeribili. Provate e ditemi se per voi funziona (lo faccio anche io con voi!).

quinto consiglio per lavorare a casa | evadere fa bene

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Ok, lavoriamo da casa; è molto attuale e sostenibile, oltre che piacevole. Ma ogni tanto qualche passo al di là della soglia ce lo facciamo? Scambiare idee a quattr’occhi, traslocare il portatile per qualche ora in una biblioteca pubblica o al parco, fare una passeggiata… Tutto questo non può che portare nuove (buone) idee e trasformare i contatti virtuali in stimolanti opportunità reali.

Ve lo garantisco, ci sono appena passata con il blogger tour WEBLOGfinlandia e ci sto ancora lavorando, all’interno del progetto WEBLOG!

[lavorare a casa | 5 consigli di stile | vol. 1]

Nora


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