Manifesto al contrario

 

Manifesto al contrario

A un anno e mezzo dalle mie prime righe pubblicate su questo blog mi accorgo, tutt’a un tratto, di aver lavorato male. Ma come si fa – mi dico – a scrivere a casaccio? Va bene la passione per il design, va bene ‘sta cosa del vesto casa con il blog, va bene tutto; ma come giustificare la totale assenza di un Manifesto?

Sì, avete letto bene: Manifesto. Non fate finta di sconvolgervi; mica parlo di quello futurista di marinettiana memoria. No, non aspiro mica a tanta grandezza e veemenza.

Quello che vorrei mettere nero su bianco è piuttosto una lista bella chiara di principi guida, di aspirazioni, di obiettivi. Una sorta di to do list a lungo termine e a largo raggio.

Sapete che faccio? Ora lo scrivo di getto, il Manifesto. Non dovrei metterci molto, anche se, a dire la verità, ho deciso di andare contromano. Può darsi che sia rischioso ma non importa.

Butto giù un Manifesto al negativo e, senza falsi pudori, vi dico per filo e per segno i motivi per i quali non è proprio il caso di leggermi. Saranno il mio leit motiv, il rumore di fondo sotto ogni mio post.

Iniziamo e concludiamo rapidamente; penso sia meglio.

primo motivo per non leggere il mio blog

parlo solo di design

Il mio blog ed io siamo pallosi. Proprio così. Anzi, se lo ritenete opportuno, chiudete subito la finestra del browser e finiamola qui. Tanto, per quanto vi ci mettiate d’impegno a scovare link sotto icone simpatiche, accattivanti, linde e pinte, sempre design troverete. Quello e basta. Al massimo un po’ di architettura e niente più.

I temi che il mio blog non tratta sono: viaggi, moda, cosmesi, cucina, bimbi, maternità, DIYlifestyle. Qualche contaminazione – lo riconosco – è presente; la più estesa è senza dubbio quella con i viaggi.

Ma per quanto me ne vada in giro in veste di turista rilassata e spensierata, pare che la mia macchina fotografica, in giro per le strade di mezza Europa, non sappia catturare che design (ne avete qui la prova inconfutabile).

secondo motivo per non leggere il mio blog

il mio blog è una cosa seria

La redazione e la cura del blog non sono, al momento, il mio unico e principale lavoro (sono un architetto e, per buona parte della mia giornata, faccio vita di società). Nonostante questo, sono anche il mio lavoro. Nascono come esercizio intellettuale di ricerca, scrittura, comunicazione e, proprio per questo, diventano e sono lavoro: creativo, serio, basato su anni di studio e di sviluppo di competenze.

Scrivo solo di argomenti che conosco. Sperimento ma con prudenza. Se non so, provvedo a informarmi. Le vecchie e affidabili pagine dei libri, insieme all’inesauribile archivio del web, sono le mie miniere, il pane dove affondo, ogni giorno, denti e unghie.

Design outfit, quindi, non è un hobby. E’ una cosa seria e divertente insieme.

terzo motivo per non leggere il mio blog

la collaborazione seria va ricompensata

Oltre a non leggermi, vi invito caldamente a non cercare di concordare con me alcuna forma di collaborazione. So già che, a meno che non accettiate di buon grado il presupposto di cui al punto precedente, non c’è alcuna possibilità che si trovi un accordo.

Mi spiego meglio con un sillogismo:

  1. Un lavoro deve essere retribuito.
  2. Il blog è un lavoro.
  3. Il blog deve essere retribuito.

Scrivo del design che mi piace e, se volete incaricarmi di recensire un brand, un prodotto, un evento, voglio che tra noi ci sia un accordo chiaro che tuteli voi e me. Voi rispetto alla mia serietà, competenza, professionalità; me rispetto al compenso che mi riconoscete per queste (la preghiera di pubblicazione non vale; mica siamo in Chiesa).

Ci scambiamo un po’ di mail e, insieme, troviamo il modo di lavorare insieme. Ci conosciamo e, pian piano, salta fuori il bello di condividere lo stesso interesse.

[Nota post pubblicazione | Per la questione della retribuzione ho tratto libera ispirazione dall’illuminante esclamazione Se non ti pagano, mi spieghi come c…. fai a definirlo LAVORO??? riportata in un altrettanto illuminante post del blog Libernazione].

quarto motivo per non leggere il mio blog

la mia immagine non è all’altezza del mio blog (lui è meglio)

Il contenuto delle mie pagine conta di gran lunga più della mia immagine. Mi interessa vendere il primo; non una me stessa che, affannata insieme a una coppia di bimbi tenuti a briglia stretta, tenta di portare a termine la spesa giornaliera nel supermercato sotto casa. Non avrete mai, su design outfit, un selfie di quel momento.

Non sono particolarmente bella né ho un guardaroba da red carpet. Il mio armadio del design, però, è piuttosto fornito.

Non sono una tipa da evento e – lo confesso – tendo a nascondermi dietro lo schermo sicuro del pc. Lì non potete vedermi, ma leggermi sì; senza distrazioni. Alla scorsa MDW, ad esempio, ho chiacchierato solo con poche persone (queste, queste e queste altre); le conoscevo da prima, attraverso il loro design. E’ lui che ci ha presentati.

In ogni caso io sono questa qui. E’ la foto migliore che sono riuscita a trovare.

quinto motivo per non leggere il mio blog

non tutte le ciambelle vengono con il buco

A volte capita che le cose non vadano come me le aspetto. Non facciamo giri di parole: capita che le cose vadano male.

Scrivo un post mettendoci anima e corpo e poi me lo leggono in dieci (tra questi neanche mio padre che, per inciso, non sa neanche cosa sia, un blog). Bombardo la pagina facebook di design outfit con immagini accattivanti, in tema con la stagione, le tendenze, l’attimo e non ottengo che cinque mi piace e un commento con un’unica, singola, ammiccante faccina.

Proprio mentre scrivo, la stessa pagina, invece che acquisire followers, li perde per strada. Adieu!

Ne approfitto per salutare chi ci ha ripensato. Dopotutto, a quanto recita il mio Manifesto al contrario, ha ragione.

Nora

aggiornamento (solo qualche ora dopo la pubblicazione)

Su suggerimento dell’amica blogger Rosaria di Ars City, inserisco qui di seguito la richiesta di sottoscrizione al Manifesto ovvero l’iscrizione alla newsletter del blog. Aspetto chiunque abbia voglia di partecipare, con la lettura, le critiche, gli apprezzamenti e i commenti, alla vita delle mie pagine!

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