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pane e blog #2. vita di società

pane e blog #2. vita di società

 

pane e blog #2. vita di società

E’ dura star dietro al proprio blog. E’ dura soprattutto se al lavoro di scrittura, di ricerca, di riflessione, di condivisione che viene prima e dopo ogni post, si deve mettere avanti, per ragioni di varia natura, un’intensissima vita di società. Società di Ingegneria, intendo.

Ho la sfortunata fortuna di essere in possesso del prestigioso titolo accademico e professionale di architetto da una decina d’anni, ormai, e mi vedo costretta, un po’ per deformazione mentale, un po’ per abitudine e un po’ (un bel po’) per pure, vilissime ragioni di convenienza economica, a votare per otto ore al giorno la mia testa e la mia mano, saldamente ancorata al mouse, alla causa del lavoro di progettazione in una grossa Società di Ingegneria con sede a Roma, per giunta proprio dalle parti di casa mia.

Ogni mattina alle 8, dal lunedì al venerdì, scaravento in strada la mia esile persona, accessoriata di una coppia di pargoli reduci da una bella colazione e muniti di grembiulino a quadretti azzurri e bianchi, e do il via alla giornata. In macchina, frettolosi, allacciamo le cinture e filiamo alle rispettive destinazioni: asilo (loro) e Società di Ingegneria (io).

Al sesto piano di un edificio qualsiasi, in una via qualsiasi, passo il badge e do uno spintone alla porta. Raggiungo in due passi la mia stanza e la mia scrivania, mollo borsa e cappotto, accendo il pc, digito la password, apro la cartella che contiene il mio lavoro e quello dei miei colleghi e, dopo qualche minuto, mi vedo apparire la schermata di Autocad, software amichevole quanto la sedia del dentista che a volte, purtroppo, sa diventare il più temibile degli avversari.

Non c’è verso di ragionarci quando decide di sbandierare il suo fatal error (mi dispiace, questa è solo per addetti ai lavori…).

In Società, com’è ovvio, non mancano le quattro chiacchiere con i colleghi, il caffè alla macchinetta, le battute e i tormentoni a tema (che nessuno, al di fuori di quella mura, potrebbe mai capire a fondo), il confronto, l’incomprensione e il chiarimento, lo studio, le corse per chiudere il lavoro. Anche la noia, a volte.

Ma non vi dico niente di nuovo, immagino. Di mura come quelle della Società ce ne sono a bizzeffe, in giro, e non importa che siano popolate di avvocati, commercialisti, cassiere di supermercato piuttosto che di architetti o ingegneri. In fin dei conti sono tutte un po’ uguali, nella loro diversità apparente.

E poi vengono le quattro del pomeriggio ed è tempo, per me, di correre via. Ho concordato con I Capi (non ho Un Capo, ma ben tre; non mi faccio mancare niente) un orario da mamma ma questo non esclude che a volte (spesso, diciamo la verità) ci scappino fine settimana di intenso lavoro e ore supplementari al pc.

Tutto questo, insieme alla mia sempre attiva (e non redditizia) professione di casalinga, convoglia le mie energie in un magma denso e multiforme, nel quale gli imprevisti e le incertezze galleggiano sempre in superficie e sembrano minare le certezze che giacciono in profondità.

In mezzo, ben protetto dagli attacchi, anche il mio adorato blog. Per lui, ora, poco tempo a disposizione ma tanta, tantissima voglia di farlo crescere ancora. La nuova grafica che vedete, innanzitutto, e poi molte idee che nei prossimi giorni vedrete far capolino a poco a poco.

Abbiate pazienza, però. La mia Vita di Società è piuttosto impegnativa.

Nora


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