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artigianato in tavola

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Carta da zucchero

Carta da Zucchero: colore in bilico tra blu, azzurro e grigio. Un’ardesia – scistosa, solida, polverosa – macchiata di mirtillo, denso e violaceo. Un colore tra i miei prediletti. Oggi lo vedo tingere l’ispirazione di una fresca realtà imprenditoriale, profondamente legata all’artigianato, alla guida della quale trovo Francesca e Agnese.

La prima, Francesca, di cognome fa Paglia e quanto trovo in rete su di lei me la fa conoscere, virtualmente, come un giovane architetto desideroso di sperimentare le possibilità dei materiali e delle forme nei diversi campi progettuali: il design e la moda, in particolare. Tra l’altro la scopro ideatrice di un divertente complemento d’arredo, modulare e versatile, per una mia vecchia conoscenza: Design Mood.

Di Agnese (Lombardini) so che, oltre a essere giovane come Francesca, è una designer diplomata all’Istituto Europeo di Design di Milano, appassionata di oggetti e interni.

Con Carta da Zucchero – questo il nome della loro nuova avventura svizzera – entrambe si avvicinano al mondo dell’artigianato: un coagulo di sapere, saper fare, creare, progettare e produrre intorno alla ceramica, ai tessuti e, infine, anche al legno. Si immergono in una tradizione che in Canton Ticino – luogo scelto per accogliere l’iniziativa – è profondamente radicata; pare legata al cielo, ai laghi, al territorio. Il lavoro artigianale è il luogo.

Le collezioni

Hanno un catalogo, Francesca e Agnese, leggero e piacevole da sfogliare. E’ organizzato in tre collection che ora non posso fare a meno di presentarvi: breakfast, lunch e dinner.

artigianato in tavola

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Se la prima, come mi sarei aspettata già dal nome – breakfast – profuma di sole e sa comunicarlo agli occhi, è con le altre due che viene fuori quella tonalità polverosa tra blu, azzurro e grigio che vi dicevo all’inizio: carta da zucchero. Anche questa, però, è riscaldata e sdrammatizzata da accenni timidamente ironici; la decorazione a pois, tanto per dirne uno.

Il mio apprezzamento per gli oggetti a catalogo va a un fattore che è difficile raccontare a parole; un fattore che è legato alla grana dei materiali, alla loro consistenza, al loro peso. Per fortuna, stavolta, ho uno strumento in più, per spiegarmi: alcune immagini che Francesca e Agnese mi hanno inviato e che riguardano l’affascinante ciclo di produzione e di finitura delle ceramiche e dei tessuti. Inizio dalle prime; eccole.

Le ceramiche d’artigianato

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Le mani, l’acqua, gli strumenti, la terra sono i protagonisti.

I tessuti d’artigianato

Il telaio

Per i tessuti, invece, la faccenda prende una doppia via.

Da una parte c’è il telaio, con la sua spoletta che, lanciata da una parte all’altra dell’ordito, intesse e intreccia filati già tinti e dona al prodotto finito il fascino delle cose di una volta.

artigianato in tavola

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La tintura

Dall’altra c’è la tintura di semplici tessuti in cotone, che avviene con la cosiddetta tecnica a riserva.

In successive fasi di applicazione del colore, una porzione del tessuto viene riservata, non esposta alla tinteggiatura; questo consente di ottenere effetti cromatici derivanti da sovrapposizioni parziali e velature. I bordi sono irregolari e indefiniti, il colore quasi sbavato; ogni pezzo è unico e i suoi difetti sono i suoi pregi.

Lo strumento utilizzato? Un semplice contenitore cilindrico in plastica, attorno al quale il tessuto viene drappeggiato, stretto e infine sfilato già tinto.

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Per le immagini che seguono, invece, ammetto con tranquillità la mia ignoranza. Non conosco la tecnica adottata e confido in qualcuno, più esperto di me, che ma la spieghi per bene. Anche al solo vederla è affascinante.

artigianato in tavola

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Carta da Zucchero distribuisce i suoi prodotti attraverso due canali: lo shop online, accessibile dal sito e – forse il più importante – il filo diretto con Francesca e Agnese. Quest’ultimo è senz’altro da seguire e privilegiare per esigenze legate a un ordine di prodotti: la personalizzazione, il legame con un particolare evento, la curiosità per questa realtà che coniuga designer e artigiani, rendendoli partecipi di un unico progetto.

| photo credit Leonora Giovanazzi |

Nora


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