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Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità

 

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Quando ho letto di quelli di Rotor – segnalati da Andrea, giornalista e mio prossimo compagno di viaggio finlandese – ho pensato due cose:

  • sono dei geni;
  • bisogna fare in modo che la loro attività sia importata in Italia.

Vi spiego il perché di questi due pensieri e sono convinta che, prima della fine di questo post, sarete della mia stessa opinione.

Rotor è un collettivo belga impegnato nell’uso critico delle risorse nell’edilizia e, a coprire uno spettro più ampio, nei diversi settori dell’industria. Questo interesse, nella sua veste teorica, trova manifestazione nell’organizzazione di eventi, mostre e conferenze dedicate al tema della sostenibilità e del riutilizzo delle risorse. Ma c’è anche un risvolto puramente pratico della questione, che è quello che mi ha fatto riconoscere la genialità dell’iniziativa.

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Olivier Beart

Rotor Deconstruction, infatti, è un ramo del collettivo specificamente votato al recupero e alla sostenibilità e strettamente legato al territorio, al suo edificato e al potenziale riutilizzo dei materiali.

Funziona così.

Quelli di Rotor, appena sanno che un edificio è in via di dismissione o di ristrutturazione pesante, propongono al proprietario o all’impresa di intervenire sul posto per spogliarlo di tutto ciò che presenta caratteristiche tali da poter essere riutilizzato: finestre, porte, rivestimenti, pavimenti, elementi di impianti. Se l’incarico viene confermato, sul posto viene organizzato un cantiere prima del cantiere, specificamente votato alla conservazione.

Il materiale, rimosso dalla sua posizione con tutte le cautele del caso – sicurezza e buona conservazione -, viene depositato in una zona di stoccaggio provvisorio.

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

In seguito si provvede al suo trasporto fino a un’area di deposito dalla quale, dopo essere catalogato e smistato, viene messo in vendita. Il catalogo di quanto recuperato è disponibile anche online ma, per motivi logistici, non è prevista la spedizione.

Rotor Deconstruction opera attualmente nell’area di Bruxelles, con puntate sporadiche in Olanda e in Francia. L’area di stoccaggio / rivendita è situata a Vilvoorde, vicino a Bruxelles. Qui è possibile acquistare materiali da costruzione, accessori, arredi fissi e molto altro a prezzi notevolmente inferiori rispetto al nuovo. Per avere un’idea di cosa è possibile acquistare, vi consiglio di dare un’occhiata allo shop.

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

I vantaggi di tutto questo processo di recupero / stoccaggio / riutilizzo messo in piedi da Rotor Deconstruction sono notevoli e di varia natura:

  • quanto recuperato viene sottratto al ciclo dei rifiuti e reimmesso sul mercato ancora pienamente in forma, ricco delle sue proprietà estetiche e funzionali. Molti dei materiali spogliati dai vecchi edifici hanno qualità intrinseche importanti e, a volte, sono addirittura pezzi rari che portano la firma di un particolare designer o il carattere di un’epoca (il vintage esteso all’edilizia!);
  • per l’esecuzione di tutte le opere di smantellamento, accantonamento, imballaggio e trasporto Rotor Deconstruction ha formato personale altamente specializzato nell’esecuzione di tutte le operazioni, che trova impiego in molte realtà produttive. Questo, nel complesso, contribuisce a creare un patrimonio culturale e artigianale unico, dalla forte impronta contemporanea;
  • chi ricicla è meglio degli altri: risparmia, costruisce lavoro per sé e per gli altri, diminuisce l’afflusso dei materiali alle discariche. Tutto in un’ottica di risparmio energetico a scala territoriale.

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Olivier Beart

A questo punto ditemi se vi ho convinto!

Scrivendo riflettevo su una cosa: se il modello Rotor Deconstruction fosse importato in Italia, le implicazioni positive sarebbero interessanti e molto estese. Basti pensare alla qualità di alcuni edifici che vengono dismessi e alla quantità di materiali, anche di pregio, che per motivi di ordine economico vengono conferiti a discarica. C’è da riflettere.

Rotor Deconstruction | alcune immagini dai cantieri

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Rotor

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Arne Baert

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Arne Baert

Rotor Deconstruction: recupero e sostenibilità, fotografia di Arne Baert

[tutte le immagini mi sono state gentilmente fornite da Rotor per la pubblicazione in questo post. I crediti sono citati nei titoli di ogni immagine]

Nora


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