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come il Barone Rampante

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come il Barone Rampante

Bella mossa – direi – scomodare Calvino. Aggrapparmi, per ingranare a scrivere, alle pagine più note della letteratura italiana dedicate a qualcuno che, per una scelta di ribellione e di solitudine, visse sugli alberi e pose la sua dimora tra nodi di rami frondosi.

Meno felice – almeno per me – torturarmi con la visione delle splendide immagini dell’agriturismo La Piantata. Come mi è venuto in mente – dico – mettermi a spulciare il suo sito web? Avrei potuto immaginare senza difficoltà, già all’apertura dell’homepage, che staccare gli occhi da quelle distese di lavanda non sarebbe stata cosa semplice. Figuriamoci l’avvincente ricerca, nel quadro tutto lilla, di una ben nascosta casa sull’albero.

E ora sono qui, imbambolata davanti allo schermo del pc, a immaginare come incastrare gli impegni dei prossimi weekend (da qui all’eternità) per farci scappare una gita nel viterbese, ad Arlena di Castro.

Prima che un’amica, Francesca, mi segnalasse le meraviglie de La Suite Bleue e de La Black Cabin avrei fatto senz’altro meno fatica a parlarvi del tema di oggi – la casa sull’albero – visto che avrei escluso in automatico di poterci avere a che fare a così pochi chilometri da Roma e dal suo caos. Mannaggia.

come il Barone Rampante

Va bene; cercherò di mantenermi più neutra e distaccata. L’importante è che mi facciate da spalla anche voi e che, a sentirmi descrivere una vita domestica a qualche metro da terra, immersa nei suoni del vento e negli odori della resina e della pioggia, non vi mettiate subito a fare armi e bagagli per abbracciare la causa del Barone.

Rimaniamo insieme con i piedi per terra; proviamoci, almeno. E proviamo a capire, guardandole da sotto in su, come sono fatte, queste case sugli alberi.

Pur non essendo un’esperta – non ho mai avuto l’occasione di progettarne una – immagino che il concetto di base sia questo: sfruttare le potenzialità strutturali di un elemento naturale, l’albero, per adattarle a esigenze costruttive, distributive, funzionali proprie di uno spazio artificiale.

Di soluzioni, nel catalogo fotografico che mi sono costruita e che vi propongo qui di seguito, ne esistono diverse.

Alcune sfruttano la logica del pilastro centrale (il tronco dell’albero) dal quale si dipartono una serie di travi (a raggiera) che funzionano da base d’appoggio per il solaio, le pareti, il tetto.

Altre, invece, propongono una combinazione strutturale tra parti sospese e parti appoggiate (al tronco, ai rami principali).

Altre ancora si lanciano in sbalzi vertiginosi e sfidano la legge di gravità portando all’estremo logiche strutturali e soluzioni spaziali innovative.

Come architetto (e come curiosona sempre con le antenne dritte a carpire novità e relazioni tra ambiti diversi) non posso che segnalarvi che proprio dall’albero e dalla sua chiara articolazione tra elementi strutturali principali e secondari, molti, nel tempo, hanno tratto ispirazione. Ingegneria e natura, a volte, lavorano insieme; e il risultato non è per niente male.

pinterest inspiration

Ho scritto questo post grazie all’indispensabile ispirazione che mi arriva dalle immagini che raccolgo e catalogo nella bacheca pinterest inspiration_architecture. Seguitela!


design outfit & you | consulenza su misura

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design outfit & you è il servizio di consulenza su misura che, da design blogger,
mi fa tornare al mio vero lavoro: l’architetto.
Se pensi che la tua casa o anche una sola delle sue stanze abbia bisogno di un nuovo outfit,
puoi scrivermi a designoutfitblog [at] gmail.com o visitare la pagina dedicata al servizio!

Nora


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