Outfit di tendenza e su misura per la casa
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5 consigli per una casa seducente

5 consigli per una casa seducente

 

5 consigli per una casa seducente

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Rido da sola; lo faccio spesso. E, per una discreta percentuale, la radice della mia ilarità sta in una manciata di parole lette frettolosamente e avidamente qua e là per la rete.

Curando un blog è inevitabile che mi trovi a ingurgitare, giorno per giorno, dosi massicce di testo e immagini. Quando sono fortunata e ho buon occhio nella scelta, la mia dieta letteraria mi fa ridere, oltre che ingrassare di novità e informazioni.

Qualche tempo fa, ad esempio, seguendo un link da facebook, sono incappata nel divertente battibecco – condotto a suon di lista di to do e not to do – tra Cristiano [Girola, su Paper Project] e Giuliana [Piazzese, su Inciampando], incentrato intorno al sempiterno tema della seduzione.

Tra roghi virtuali di calze color carne e ballerine (gli uomini – sappiatelo, donne! – le detestano) e risatine femminili su calzini corti (total white, che è ancora peggio) e vanità da tronisti, si è fatta strada, nella mia testolina da architetto / blogger, l’idea per i 5 consigli che leggerete qui di seguito.

L’outfit della seduzione, per me, veste non solo voi – uomo e donna – ma anche le quattro mura di casa dove avete intenzione di inscenare il primo atto e attaccare la vostra preda.

5 cose da evitare come la peste per avere una casa seducente

occhio al salto spazio – tempo

| 1 | Ci cascano, almeno una volta, quasi tutti. Abitate al secondo piano di una palazzina fine anni ’60 tutta intonaco, cortina e pavimenti in marmo? Fate in modo che, varcando la porta d’ingresso, l’incauto ospite non si ritrovi catapultato in uno chalet d’alta montagna o nel casolare dei nonni in aperta campagna. Continuità, armonia e corrispondenza tra fuori e dentro sono le parole d’ordine. Perseguitele a costo della vita e della vostra futura conquista. Oppure procuratevi alcune spesse coperte di lana, qualche litro di vin brulè e proseguite dritti per la vostra strada. Sappiate che è sbagliata, però.

no, il collezionista no

| 2 | Sacco della spazzatura alla mano (compatibile con il tipo di raccolta differenziata da mettere in atto), liberate di corsa gli scaffali del soggiorno – vi prego! – dalla vostra preziosa collezione di: personaggi in scala dei cartoni animati nostrani, europei e giapponesi (vivo orgoglio dell’indossatore del cappellino da baseball descritto al punto 8 nel post di Giuliana), tazze e tazzine multicolore recate in dono dagli amici globetrotter (avete mica indosso un paio di collant velati color carne?), cimeli della Grande Guerra. Less is sexy. E non perchè lo dico io, ma perchè lo dice Gloria. Correte sul suo blog e cercate di impare qualcosa. Prima gettate via tutto, però. Pure il nano da giardino, a meno che non siate imparentati con Amélie Poulain o con Philippe Starck.

scusi, sa dov’è il reparto chirurgia?

| 3 | Bene l’igiene e bene anche l’ordine. A patto però che l’incauto ospite di cui sopra non vi sorprenda, durante l’incontro domestico destinato a far sbocciare amore e passione, con lo spray disinfettante in una mano e lo strofinaccio nell’altra. Non c’è niente che sia più efficace nello stroncare qualsiasi tipo di approccio. Lo dice la chimica e lo conferma anche l’olfatto. Detto questo non sto affatto sostenendo che l’uomo e il suo territorio di conquista abbiano da puzzà. Lungi da me, assolutamente.

ciao mamma, guarda come mi diverto!

| 4 | La mamma è sacra, lo dico con cognizione di causa. Ho due pargoletti maschi che guai a chi me li tocca. A casa del mio (futuro) uomo, però, dovessi per caso incontrare con lo sguardo una coppia di tendine bianche tutte pizzi e fiocchetti, le strapperei senza pensarci su neanche un attimo. Riservandomi poi il diritto di squagliarmela con la maggior velocità consentita dalle mie gambe pigre, ovvio. Stesso discorso per il servizio buono in finissima porcellana decorata a fiori e per la tovaglia che ancora sa – se anche la annusi a distanza – di credenza della nonna. Tutto questo per me è no. A meno che non venga esibito con ironia, contaminandolo con incantevoli tocchi personali da maschio maturo (sempre che esista. E ho i miei dubbi). Ma con l’ironia si può tutto e le tendine, a quel punto, neanche le avrei mai notate.

metrosexual o…?

| 5 | Se, appena infilato l’asciugamano da palestra nella lavatrice, dopo un accurato esame allo specchio (grato di averti davanti a sè, ogni giorno, per riflettere bellezza e null’altro), mediti se correre a far shopping per te o per la tua nuova casa, sappi che io, nelle quattro mura del tuo cuore, non potrò mai trovarmici a mio agio. Ripiani lucidissimi in acciaio (a prova di indagine criminologica), algidi pavimenti color cemento, divani spigolosi che rifuggono dall’idea di comodità, sanitari intonsi, cristalli purissimi. Tutto perfetto. Per un’esposizione d’arredamento contemporaneo, però. Non per un’intima cenetta a due che – detto tra noi – si risolverebbe in brividi di freddo. E non di piacere.

Nora


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