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la cucina vintage rivisitata

la cucina vintage rivisitata

 

Marchi Cucine, Saint Louis

Il tema della cucina, pane quotidiano della mia amica Raffaella di Kitchen Tips (che è un architetto come me, ma ha un’esperienza pluriennale specifica nel settore) non è un piatto che inserisco spesso nella dieta del mio blog; e il motivo non sono le calorie né il fatto che, abusandone, i miei outfit potrebbero risentirne.

La ragione sta piuttosto nella mia sostanziale ignoranza delle specifiche e dei fattori dimensionali al dettaglio che, nella macchina cucina, stanno alla base di una progettazione attenta alle esigenze dei suoi utilizzatori e delle diverse funzioni.

Mi spiego meglio. Come architetto sono certa di essere pronta a definire, per una cucina, un layout di base, oltre che a scegliere la gamma di finiture più adatte a valorizzare un ambiente, uno spazio di vita, un’aspettativa di luce e colore.

Quello che non sono in grado di fare è stilare, per filo e per segno, la lista della spesa completa: maniglie, spessori, minuteria, bordi, zoccolature e così via. L’ho compilata solo una volta, quando proprio non avevo altra scelta che cavarmela da sola. La cucina era Ikea, il planner online pure.

Elaborazione progettuale faticosa, risultato soddisfacente anche se, a montaggio avvenuto, i miei nervi erano a pezzi per l’ansia contenuta nel margine d’incertezza sotteso a tutto l’intervento. Un giorno, quando sarò psicologicamente pronta, vi mostrerò le foto della mia creatura DIY; non è niente male, tutta verde e bianca. Ne sono molto fiera.

Fatta questa lunga premessa, sono certa che mi perdonerete, quindi, per la leggerezza con la quale vi propongo due cucine che, per un verso o per l’altro, hanno catturato ultimamente la mia attenzione.

Una è la Saint Louis di Marchi Cucine (la vedete in cima alla pagina e nella galleria di immagini qui sopra); l’altra è la Happy Kitchen di JoeVelluto per Design Mood (subito qui sotto). Dicevo ultimamente ma, per quanto riguarda la prima, si tratta invece di avanzi della MDW che ancora devo digerire.

Pur se in misura diversa, e considerando, nel confronto, solo gli aspetti estetici, le due cucine sembrano condividere almeno un paio di radici / aspirazioni comuni: il vintage e l’utilizzo di nuovi materiali.

Design Mood, Happy Kitchen

Design Mood, Happy Kitchen

cucina vintage

Gli indizi dell’ispirazione vintage sono molti, volutamente evidenti nella Saint Louis, più velati nella Happy Kitchen: oblò, colori pastello (panna, cielo e verde salvia), maniglie lineari, una moltitudine di cassetti e di scaffali aperti facilmente accessibili, una modularità piena, ben scandita e perfettamente leggibile. JoeVelluto, addirittura, stigmatizza quest’ultima in un elemento freestanding di dimensioni costanti (larghezza 120 cm e profondità 60 cm), che può vivere di vita propria o insieme ai suoi simili.

E poi – fattore ancor più importante – il chiaro intento di fare della cucina il cuore della casa, il luogo nel quale raccogliere, a sera, quiete conversazioni di famiglia e piatti sani e gustosi da assaporare con una lentezza che, nelle frenetiche giornate cittadine, è meta ambita da molti.

Il vintage – vero o riproposto nel contemporaneo – è rassicurante. Sembra che all’interno delle sue forme accoglienti e a misura d’uomo, nulla di male possa accadere. In ambito design ripropone quell’integrità morale che trova il suo corrispettivo visivo nei manifesti delle campagne pubblicitarie degli anni ’50 e ’60. Gli uni sono la trasposizione a chiare lettere (e immagini) delle forme e delle funzioni che troviamo nell’altro (il design).

la cucina vintage rivisitata

[immagine via e via]

nuovi materiali

E poi, d’improvviso, mi metto a guardarle meglio, le due cucine, e scopro che, al di là del vintage che le modella, sono modernissime e attuali.

Apprendo dal comunicato stampa di Design Mood che la Happy Kitchen è in listellare di abete placcato laminato opaco o lucido (scelta fra vari colori), a spessore costante (18 mm) per fianchi, top, schiena, ante. Il materiale viene definito di indubbia valenza estetica e resistenza, robustezza, qualità.

Conosco già l’azienda e un suo designer e sono portata a credere a quest’informazione.

Leggo invece nella scheda dedicata alla Saint Louis sul sito di Marchi che il suo piacevole scintillio metallico è dovuto alla forte presenza dell’alluminio millerighe, vero fil rouge del programma Saint Louis e so che, nel caso decidessi di acquistarla, potrei accanirmi con esperimenti culinari ed estesi programmi di pulizia domestica, dato che i top prodotti con finiture esclusive Marchi sono inattaccabili da acidi ed è pressoché nullo l’assorbimento di liquidi.

Un bel passo in avanti, rispetto alla fòrmica.

accompagnatori della cucina vintage

la cucina vintage rivisitata

Giusto per finire il discorso, una piccola collezione di arredi e complementi da affiancare alla scelta della cucina, per completare l’outfit perfetto in chiave vintage rivisitato.


design outfit & you | consulenza su misura

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design outfit & you è il servizio di consulenza su misura che, da design blogger,
mi fa tornare al mio vero lavoro: l’architetto.
Se pensi che la tua casa o anche una sola delle sue stanze abbia bisogno di un nuovo outfit,
puoi scrivermi a designoutfitblog [at] gmail.com o visitare la pagina dedicata al servizio!

Nora


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