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Softwear e software: lavorare da casa secondo Goog...

Softwear e software: lavorare da casa secondo Google

Softwear e software: lavorare da casa secondo Google

Softwear e software: lavorare da casa secondo Google | Spazio Rossana Orlandi | Fuorisalone 2018

Siamo a Milano, in un appartamento a piano terra accessibile dal cortile dello Spazio Rossana Orlandi, in Zona Santambrogio, a pochi passi dall’Headquarter del distretto in via San Vittore 49. Nelle giornate del Fuorisalone 2018, dal 17 al 22 aprile scorso, questo spazio, articolato in tre stanze, ha raccontato la visione di Google sul lavoro da casa.

Forse sapete già che anche io, come tanti di voi che mi leggete, scrivo il blog e curo i miei progetti da architetto china su una scrivania collocata in una delle camere della mia casa. Non sono sicura che questa sarà la mia postazione lavorativa definitiva ma al momento, sia per motivi economici che logistici e organizzativi della vita familiare, è l’unica che, davvero, può rispondere alle mie necessità.

Certo, lavorare da casa non è così semplice come potrebbe apparire.

Al di là dell’indubbia comodità legata al chilometro zero e al fatto di avere tutto sempre a portata di mano, prendere la giusta distanza, negli orari di lavoro, dal caos domestico e da tutte le altre interferenze richiede un’abitudine, una disciplina e uno sforzo mentale non indifferenti.

Non è da sottovalutare, poi, la difficoltà di staccare la spina al momento giusto e di instillare anche nei propri familiari l’idea che, quello che ci siamo ritagliati in casa, sia un vero e proprio ufficio, da rispettare e da non contaminare con cose strettamente legate alla vita domestica.

il progetto Softwear di Ivy Ross e Lidewij Edelkoort

Softwear e software: lavorare da casa secondo Google

Google, con il progetto Softwear curato dalla ricercatrice di tendenze olandese Lidewij Edelkoort, sulla scorta della visione di Ivy Ross, Vice Presidente della divisione Design for Hardware Products presso la stessa Google, propone invece una vera e propria commistione tra spazio di lavoro e vita domestica.

L’idea originale del progetto nasce già nel 1998 (addirittura 20 anni fa!) e individua una tendenza che sovrappone benessere e lavoro da casa. Spazi arredati con colori chiari e accessoriati con imbottiti morbidi e confortevoli possono essere abitati e utilizzati nelle diverse ore del giorno e della notte alternando momenti di svago a impegni lavorativi.

Softwear e software: lavorare da casa secondo Google

Google, Softwear | fotografia Thomas Straub via Studio Edelkoort

Softwear, insomma, prefigura una casa in cui il tempo, lo spazio e i gesti scorrono in un modo fluido e sereno e, addirittura, propone un guardaroba di capi ampi, in grado di assecondare i movimenti senza costringere il corpo a posizioni innaturali.

La tecnologia, poi, oltre a offrire il vantaggio della velocità e della potenza in relazione alle necessità di comunicazione e di facilitazione dei diversi compiti lavorativi e domestici, si avvale di un design del tutto nuovo, che non ha nulla da invidiare alla qualità riservata agli arredi, agli accessori e ai complementi.

Softwear e software: lavorare da casa secondo Google

Google, Softwear | fotografia Thomas Straub via Studio Edelkoort

L’intera casa viene dunque progettata seguendo un filo conduttore comune e tutte le sue parti si integrano a vicenda.

Le espressioni che mi sono venute in mente visitando l’allestimento ed esaminando poi il materiale stampa sono:

  • nido tecnologico
  • interconnessione
  • ottimizzazione del tempo
  • massimizzazione delle risorse
  • creatività del nuovo millennio

 

l’arte tessile di Kiki van Eijk racconta Softwear

Softwear e software: lavorare da casa secondo Google

Una delle tre stanze dell’allestimento di Google riservava durante il Fuorisalone una piacevole sorpresa: alle pareti, ben illuminata dalle finestre aperte sul cortile, una collezione di 6 arazzi disegnati dall’olandese Kiki van Eijk, già studentessa presso la Design Academy di Eindhoven e ora progettista affermata.

Ciascuna delle opere tessili, declinata in una specifica palette cromatica e realizzata dal TextielLab di Tilburg, raccontava i diversi nuovi prodotti lifestyle di Google perfettamente inseriti nell’ambiente domestico. Eccole tutte qui di seguito.

Softwear e software: lavorare da casa secondo Google

Vi lascio infine con due gallerie di immagini:

  • la prima racconta l’allestimento di Softwear presso lo Spazio Rossana Orlandi
  • la seconda mostra alcune possibilità di ambientazione reale studiate nel contesto del progetto

 

Google, Softwear: l’allestimento presso lo Spazio Rossana Orlandi

Google, Softwear: tecnologia e benessere integrati nella stessa casa

Nora


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