Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia | la lampada Saggina di Icone

Oggi vi racconto la storia di un’azienda che è anche un po’ la storia di una famiglia e di come, da un padre ai suoi figli, possa essere tramandato l’amore per le cose pensate bene e fatte con cura. Vi racconto la storia di Icone, brand figlio di un’azienda che forse già conoscete: la Minitallux di Brembate, a pochi chilometri da Bergamo.

La Minitallux nasce nel 1970 per volere di Giuseppe Pagnoncelli come realtà, prima artigianale e poi industriale, produttrice di lampadari ed elementi legati al settore illuminazione per conto terzi. Dall’Italia all’estero, l’azienda si afferma ed evolve, fino ad arrivare a un punto di svolta decisivo, nel 1985. In quell’anno fanno ingresso in Minitallux i figli di Giuseppe – tra cui Marco, designer – e, sulla scia dei grandi cambiamenti nel mercato dell’illuminazione, tutto, in azienda, prende una nuova direzione.

Si concentrano risorse ed energie progettuali e produttive che, lasciato il canale esterno, vengono impiegate per creare qualcosa di nuovo, strettamente legato alla tradizione di famiglia, alla qualità e alle nuove richieste del mercato: lampade come icone di design, ovvero come oggetti riconoscibili nell’uso e nell’immaginario collettivo. La lampada Saggina, che vedete nell’immagine di apertura di questo articolo, diventa un simbolo del cambiamento dopo essere stata, per anni, identificata come prodotto d’eccellenza della Minitallux.

Quest’ultima realtà accoglie al suo interno il nuovo brand Icone, che ho incontrato a Milano durante l’ultima edizione di Euroluce e che mostra una forte vocazione alla modernità e alla cura del dettaglio, sia funzionale che di finitura.

Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
la lampada Nido di Icone in versione da tavolo
Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
la lampada da terra Gru, orientabile in verticale e orizzontale

Il nome del brand si deve al valore di icona di Saggina ma non solo. A catalogo, infatti, sono presenti molti altri prodotti che propongono lo stesso concetto di assimilazione concreta a un oggetto e alla sua funzionalità. Qui sopra ve ne mostro due a solo titolo di esempio, perché il repertorio completo sarebbe lunghissimo! Sono:

  • Nido, un intreccio di sottili fili di metallo (disponibili in varie finiture), che al suo interno accoglie la sorgente luminosa; il richiamo all’ispirazione naturale è immediato, così come la relazione tra contenitore/contenuto
  • Gru, una lampada da terra che gira su se stessa ed è orientabile anche in verticale, proprio come la macchina da cantiere a cui fa riferimento il suo nome

lampade come icone di design made in Italy

Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
la lampada da parete Petra di Icone, uno delle novità presentate dall'azienda a Euroluce 2019 | fotografia Davide Buscaglia

Dopo avervi raccontato qualche tratto della storia del brand Icone e dell’azienda madre Minitallux, passo ora in rassegna le principali novità presentate a Euroluce. Prima di farlo, però, vorrei farvi concentrare su un aspetto importante.

Nel titolo di questo paragrafo trovate scritto made in Italy, e non a caso. L’azienda di Brembate, infatti, in controtendenza rispetto ad altre realtà del settore illuminazione, ha negli ultimi anni accentrato nel suo stabilimento tutta la produzione, riducendo e progressivamente azzerando la delocalizzazione di ogni suo segmento. Tutte le fasi di realizzazione delle lampade, dal progetto fino all’ultimo dettaglio di finitura, vengono eseguite a chilometro zero e questo vuol dire due cose:

  • la prima è che l’alto livello qualitativo dei prodotti, verificato centralmente passo passo, rimane sempre costante
  • la seconda è che, curando ogni segmento della produzione, l’azienda si può fare carico di eseguire personalizzazioni a progetto ed esperimenti di design, soprattutto in quanto a dettagli e finiture

Tenendo ferma questa caratteristica di Icone possiamo ora vedere le novità presentate a Euroluce 2019.

Icone: novità da Euroluce 2019

Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
la lampada da parete Petra | fotografia Davide Buscaglia

La lampada da parete Petra è un’evoluzione di Vera, prodotto già consolidato di Icone. Allo stesso rappresenta il perfetto simbolo – l’icona, appunto – di quello che dicevamo sulla scelta, da parte dell’azienda, di accentrare la produzione.

La lampada, infatti, si presenta come una sorta di quadro luminoso, con una finitura superficiale studiata sfruttando le potenzialità di una verniciatura eseguita all’interno dello stabilimento e replicabile, volendo, sulla superficie della parete o su altri elementi di interior design.

Petra è disponibile nei colori rame, oro e argento etrusco, ottone spazzolato, ardesia (come nell’immagine), bianco ed ecru. Le finiture hanno in comune un carattere profondamente materico, dato dalla texture superficiale corposa e ruvida, piacevole al tatto e capace di generare inediti effetti visivi.

Il fascio luminoso, indiretto e generatore di un’illuminazione intensa ma diffusa, è orientabile a piacere e vive del rapporto geometrico tra le parti.

La lampada a sospensione Crystal Globe sviluppa un tema decorativo già presente a catalogo con la collezione Emisfero.

Il diffusore in vetro, prima in vetro bianco incamiciato, conserva la sua texture superficiale corrugata e irregolare, ma diventa trasparente, assumendo di volta in volta una velatura cromatica data dall’ambiente e dagli oggetti che lo popolano.

La lampada trae maggiore efficacia decorativa quando raggruppata in più esemplari a grappolo, anche di dimensioni diverse. Se installata individualmente può sottolineare un angolo conversazione, definire il focus prospettico di uno spazio o, ancora, il centro di un tavolo circolare da pranzo o riunione.

Al Superstudio Più in via Tortona, all’interno del Superhotel di Cappellini, l’ho vista infine sottolineare la lunghezza di un bancone da cucina (vedi immagini qui sotto).

Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
le lampade a sospensione Crystal Globe | fotografia Davide Buscaglia
Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia

le icone di design dell’azienda di Brembate

Oltre alle novità, in fiera erano presenti molte icone di design già a catalogo. Ciascuna rappresenta un tassello nella storia dell’azienda e nella sua evoluzione nella direzione della personalizzazione, della cura del dettaglio e dello studio della funzionalità in accordo con l’estetica. Vediamone alcune.

Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
lampada da incasso a parete automatizzata Caveau, vincitrice del German Design Award 2019

Vincitrice del German Design Award 2019 nella categoria illuminazione, Caveau di Marco Pagnoncelli è una lampada a incasso che, proprio all’interno dell’incasso, ospita il corpo illuminante. Il coperchio esterno, unica parte visibile, può essere aperto e chiuso a piacere attraverso un sistema automatizzato e ha la funzione di modulare l’intensità e la diffusione della luce.

Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
lampada da parete orientabile Vera, disponibile in varie finiture | fotografia Davide Buscaglia

La lampada da parete Vera è, come racconta il suo nome, la trasposizione luminosa dell’anello nuziale. Proprio come questo, ha una forma circolare e i bordi smussati, così da rendere facile e sicura l’impugnatura mentre si orienta la luce rispetto alla parete e al supporto retrostante, che funziona come un vero e proprio disco riflettente. L’evoluzione di Vera è, come abbiamo detto qualche riga fa, la lampada Petra.

Icone di design di nome e di fatto: la luce come oggetto e materia
lampada da incasso a parete Spillo | fotografia Davide Buscaglia

Per Spillo, sistema luminoso a parete, è stato per me subito amore. So che in foto è difficile far percepire com’è fatta la lampada; provo a descrivervela a parole. Si tratta di un incasso di piccolo spessore (da qui il nome, sempre per rimanere in tema icone), funzionante a magneti per evitare qualsiasi giunzione o fissaggio a vista, all’interno del quale trova spazio una lampada lineare che, in lunghezza, può variare dai 10 centimetri a 1 metro.

Ciascuno Spillo, vincolato a cerniera alla base dell’incasso, può essere estratto a partire dalla sommità e ruotare fino a raggiungere i 90 gradi (quindi può arrivare a una giacitura parallela al pavimento). Una meraviglia, specie se la lampada viene montata in serie di lunghezze diverse.

[articolo realizzato in collaborazione con Icone]