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5 spazi outdoor per 5 architetture: caratteristiche che li rendono unici

Ottobre, pieno autunno, e io me ne esco fuori (letteralmente) con alcune riflessioni sulla progettazione degli spazi outdoor. Anche se può sembrare fuori stagione, è proprio in questo periodo che mi arrivano le maggiori richieste di sopralluogo in giardini e spazi all’aperto. Ci si rifugia in casa, al riparo dalla pioggia e dal freddo, e intanto, in attesa di una nuova bella stagione, si sogna di fare tutto nuovo.

Mentre studiavo alcune soluzioni per una casa unifamiliare a pochi chilometri da Roma, ho pensato: perché non raccolgo tutto il materiale in qualcosa di ordinato e comprensibile e provo a trasferirlo sul blog? E così ho fatto. Ne sono venute fuori 5 tipologie di spazi outdoor tutte diverse una dall’altra. Magari, tra queste, trovate la vostra preferita 🙂

1 | outdoor e indoor in perfetta continuità

5 spazi outdoor per 5 architetture: caratteristiche che li rendono unici
spazi outdoor | il ristorante noma a Copenhagen, progetto Bjarke Ingels Group

Difficile, in quest’immagine, definire dove finisce il dentro e dove inizia il fuori.

Siamo nel ristorante noma a Copenhagen, recentemente ristrutturato dallo studio Bjarke Ingels Group. Parliamo quindi di uno spazio aperto al pubblico che però, abbastanza facilmente, possiamo immaginare di trovare popolato di arredi e oggetti comuni in una delle nostre case.

La panche disposte per offrire la migliore visuale alla serie di rigogliose aromatiche non stonerebbero affatto in un soggiorno, magari radunate intorno a un tavolino e ammorbidite da qualche cuscino colorato.

Ma qual è il segreto di bellezza di questo ambiente a metà tra l’indoor e l’outdoor? Come potremmo riprodurlo nella nostra casa? La prima cosa che vi dico è che non è complicato come sembra. I suoi ingredienti – essenziali e allo stesso tempo efficacissimi – sono pochi e semplici:

  • un’abbondante dose di luce naturale che, sia all’interno che all’esterno, può schermata con una serie di tende o vele candide, magari disposte con quella finta noncuranza che fa tanto Francia del Sud
  • un’altrettanto abbondante dose di verde, correttamente bilanciata tra le varie specie e assortita in modo da garantire alle piante che il nostro pollice, tendente al grigio, possa effettivamente prendersi cura di loro
  • uno o due materiali naturali, meglio se preservati nel loro carattere grezzo, non troppo rifinito in superficie; qui abbiamo del legno chiaro e del metallo ondulato verniciato in bianco, a richiamare la luminosità delle tende

2 | il dialogo tra architettura e natura

5 spazi outdoor per 5 architetture: caratteristiche che li rendono unici
spazi outdoor | case nel bosco, progetto Taller Héctor Barroso

Non so se per voi è lo stesso, ma quando ho visto quest’immagine per la prima volta ho pensato che rispecchiasse una sorta di set attualizzato e moderno per una fiaba dei fratelli Grimm!

Ora, è chiaro che il mio occhio è un po’ allenato a scoprire strani significati e assonanze in architetture e oggetti di design, ma la verità è che, spesso, le chiavi di lettura dello spazio sono racchiuse in cassetti della memoria accessibili un po’ a tutti, grazie al comune background culturale.

Proviamo a entrare nell’immagine. Siamo in Messico, in un bosco di pini che, lasciando libera qualche radura, hanno permesso all’architetto di fare spazio a una serie di case dalle forme semplici e complesse allo stesso tempo. Se i volumi sono puri, infatti, le scale, le logge e le grandi vetrate sono invece capaci di scavarli e di suggerire un’assonanza con il mondo naturale.

Le case sono disposte lungo un filare, proprio come gli alberi, e lo spazio tra le due serie di elementi va a configurare un outdoor intimo e privato, che può godere di luce e ombra ben dosate. Immagino anche il profumo; e voi?

Gli ingredienti di questo spazio a metà tra natura e architettura sono:

  • l’ordine disordinato: ci sono sì file ed elementi che si ripetono, ma non sono mai perfetti
  • i colori, morbidi, terrosi e capaci di dialogare con il verde
  • il rispetto: spazi costruiti e spazi liberi sono perfettamente bilanciati tra loro e si valorizzano a vicenda

3 | progettare per volumi: lo spazio come scultura

5 spazi outdoor per 5 architetture: caratteristiche che li rendono unici
spazi outdoor | villa su Mulholland Drive, progetto Heusch Inc.

Credo che siano necessari non più di 5 secondi per indovinare in che parte del mondo si trovi questa villa 🙂

5, 4, 3, 2, 1… Fatto? Semplice, siamo a Los Angeles, sulla leggendaria Mulholland Drive, popolata di ville fotografatissime e abitata dai volti più celebri del cinema internazionale.

Complice il clima, l’architettura che contraddistingue una casa come questa non fa grandi differenze tra interno ed esterno ma – fattore non trascurabile – il concept è completamente opposto a quello del ristorante che abbiamo visto all’inizio. Qui, infatti, non c’è armonia, morbidezza e legame fluido con l’intorno. L’architettura si impone, un po’ come una scultura, e questo è percepibile già al primo sguardo al suo bianco ottico.

Ogni elemento che compone l’indoor e l’outdoor è un frammento del disegno complessivo e obbedisce a una geometria piuttosto rigida. Anche in Italia ho visto spesso riproposto questo modello, completato, all’esterno, da sistemi di ombreggiamento impostati su vere e proprie strutture e da specchi d’acqua in grado di raddoppiare la percezione dello spazio grazie al riflesso.

E, anche per questo outdoor, vediamo i must have:

  • il bianco, esteso a superfici e volumi, con grande valore sculturale
  • il perfetto disegno geometrico di ogni spazio, interno ed esterno, e il controllo dimensionale estremo
  • l’acqua, intesa come elemento architettonico capace di moltiplicare la percezione dello spazio

4 | fuori scala: indoor piccolissimo, outdoor grandissimo

5 spazi outdoor per 5 architetture: caratteristiche che li rendono unici
spazi outdoor | una casa vittoriana a Londra, progetto LLI Design

Non so se ci avete mai fatto caso, ma spesso si pensa all’outdoor come a un accessorio dello spazio interno della casa. E se invece, per una volta, ribaltassimo questo punto di vista?

Per aiutarci in questo esercizio mentale, ho messo qui sopra un’immagine particolare. Siamo ad Highgate, a Londra, dove il backyard di un’antica casa vittoriana ospita qualcosa di piccolo e sorprendente: una casa nella casa, di dimensioni contenute ma con un grande spazio esterno a disposizione.

Qui è di sicuro l’indoor a funzionare da accessorio dello spazio esterno, di cui rappresenta una specie di estensione, che può essere interpretata un po’ come l’evoluzione del concetto di capanno degli attrezzi. Tipo: sto fuori finché il meteo me lo consente e poi, quando piove o fa freddo, mi rintano dentro, al caldo, senza aver bisogno di troppo spazio o troppe cose.

In questo caso gli elementi progettuali sono:

  • ampio spazio esterno, capace di accogliere – letteralmente – l’intera architettura che ospita l’interno della casa
  • continuità di finiture: se all’interno c’è del legno, lo stesso materiale sarà presente all’esterno
  • accurata caratterizzazione degli arredi e dei complementi per outdoor; qui sono più importanti del solito divano davanti alla TV e vanno scelti con cura, anche per armonizzarsi con l’intorno architettonico, che ha origini storiche

5 | pattern e colore: la geometria definisce il progetto

5 spazi outdoor per 5 architetture: caratteristiche che li rendono unici
spazi outdoor | installazione Passages Insolites a Quebec City, progetto EXMURO arts publics

La quinta proposta di spazio outdoor potrà sembrarvi un po’ provocatoria e fuori tema, forse.

Si tratta di un allestimento temporaneo a Quebec City e, come tale, destinato a durare poco tempo e a sorprendere i visitatori di un parco.

Il motivo per cui ho scelto quest’immagine, però, è legato al fatto che in questo caso la realizzazione del progetto è affidata a elementi semplici, facilmente replicabili e – cosa ancora più interessante – molto economici. In particolare parliamo di:

  • un pavimento in masselli autobloccanti, veloce da montare e resistente a ogni genere di sollecitazione
  • aiuole quadrate che, se realizzate in parte con un manto sintetico, non richiedono manutenzione e, soprattutto, possono essere colorate 🙂
  • elementi decorativi dalle forme elementari; qui sono dei pali, ma un risultato analogo potrebbe essere ottenuto accostando in serie alcune lampade per esterno, dei giochi per bambini o, magari, alcune sedute in plastica multicolore

Qualche progetto vi ha incuriosito? Avete preso appunti utili per ripensare lo spazio esterno della vostra casa?

Spero che la risposta sia un bel sì e, anzi, approfitto della chiusura del post per lasciarvi un ultimo riferimento per tradurre in realtà il vostro outdoor da sogno: Gibus, azienda tutta italiana che, dal 1982, progetta e produce soluzioni davvero innovative per gli spazi esterni.

Proprio Gibus mi ha fatto conoscere la realtà delle pergole bioclimatiche per esterni quando pensavo (sbagliando) che parlare di schermature solari e soluzioni per ampliare la casa dall’interno verso l’esterno potesse tradursi solo in tende e pergolati tradizionali.

Il progetto degli spazi outdoor vive insomma di soluzioni sartoriali, personalizzate e innovative, come quelle che siamo abituati a considerare per l’interno della casa.

Se volete approfondire qui sul blog, vi segnalo che abbiamo parlato di Gibus anche in un post dedicato alle icone del design.

Nora

[articolo realizzato in collaborazione con Gibus]


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