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fabbrica piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti

fabbrica piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti
fabbrica piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti: Elios Ceramica a Fiorano Modenese

Oggi faccio una cosa un po’ diversa dal solito. Vi scrivo qui di seguito una lista di ingredienti e poi vi lascio qualche minuto per indovinare qual è il prodotto finale che sono destinati a creare. Pronti? Partiamo!

  • argille
  • caolini
  • feldspati
  • sabbie
  • altri minerali

3, 2, 1… tempo scaduto!

Vi è venuto in mente qualcosa?

Spero proprio di sì e, se è così, allora vuol dire che condividiamo la stessa passione per la ricerca sui materiali e la scoperta su cosa c’è dietro quello con cui abbiamo a che fare nella nostra vita di ogni giorno.

Gli ingredienti che vi ho elencato qualche riga qui sopra sono quelli che, di base, costituiscono il gres, ovvero l’impasto delle piastrelle con le quali rivestiamo i pavimenti e le pareti degli ambienti della nostra casa.

fabbrica piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti

Giusto qualche settimana fa sono stata a visitare la fabbrica piastrelle di Elios Ceramica, nel cuore del Distretto Ceramico, e con la guida del responsabile dello stabilimento ho scoperto il ciclo di produzione che, proprio a partire da questi ingredienti, porta al prodotto finito.

Ve lo racconto qui di seguito, sviluppando una serie di preziosi appunti presi sul posto.

fabbrica piastrelle: le fasi di produzione

essiccazione

fabbrica piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti

Il prodotto che fa il suo ingresso nell’essiccatore si chiama barbottina ed è una miscela finissima degli ingredienti dei quali parlavamo all’inizio del post e di una certa quantità d’acqua. Da qualche parte ho letto che ha la consistenza dello yogurt e non faccio fatica a immaginarla così, anche se declinata nei toni del grigio. 🙂

Questo yogurt ceramico entra nell’essiccatore già distribuito in porzioni di dimensioni tali da riempire una serie di stampi e ricalcare in modo abbastanza preciso la misura di una piastrella (o di un suo multiplo, se si prevede un taglio successivo).

Questa fase di lavorazione, con tempi e modalità prestabilite, serve a eliminare dalle piastrelle l’eccesso di acqua e a prepararle ai successivi cicli di pressatura, decorazione, smaltatura e cottura. Da Elios Ceramica l’essiccazione prevede tre stadi di lavorazione, distribuiti fisicamente all’interno di un macchinario sviluppato in verticale, caratterizzati da altrettante temperature e da un particolare bilanciamento di aria calda umida o secca.

Quando le piastrelle escono dall’essiccatore hanno una consistenza soda e una forma netta e precisa ma, se si prova a spezzarle semplicemente con le mani, si sfaldano subito. Un esempio solo per spiegarmi meglio: quando ne ho toccata una mi è venuta in mente la superficie di un castello di sabbia a tarda giornata, asciugato dal sole e ancora nella sua forma iniziale, ma inaspettatamente fragile e poco consistente.

stampa digitale della decorazione

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Dopo essere state compattate dalla presse ed essere state suddivise lungo le varie linee di produzione, le piastrelle arrivano sotto i rulli della stampante digitale, che imprime sulla loro superficie il motivo decorativo scelto per la specifica fornitura.

La macchina agisce con precisione millimetrica, tanto che qualsiasi errato posizionamento delle piastrelle lungo la linea di produzione può incidere negativamente sul risultato finale della stampa.

smaltatura

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Lo smalto, che viene applicato sulla superficie delle piastrelle prima della cottura, è lo strato di finitura deputato a regalare vividezza e brillantezza all’elemento da pavimento e rivestimento, oltre che a garantire una maggiore resistenza agli urti, alle abrasioni, agli attacchi chimici e, più in generale, all’usura dovuta all’età del materiale.

È sempre lo smalto, poi, a facilitare le operazioni di pulizia quotidiana delle piastrelle, vera passione delle Desperate Housewives come me! 🙂

La miscela smaltante a base vetrosa può essere più o meno opaca, satinata o lucida per rispondere alle varie esigenze del mercato.

Da Elios, per le piastrelle della collezione D_Esign Evo, impreziosite dal decoro Palazzo Ducale – che sono tra le mie preferite e che ho potuto seguire nell’intero ciclo di produzione – si predilige una finitura superficiale satinata. Questo per sottolineare il loro aspetto estetico morbido e prezioso, dai toni terrosi e naturali, profondamente legato alla tradizione italiana della ceramica.

cottura

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Arrivate al momento della cottura le piastrelle hanno ormai superato la fase più critica della produzione e sono pronte per percorrere i 100 metri di forni che, progressivamente, portano il materiale a temperature elevatissime. Tanto per capirci, parliamo di circa 1.200 gradi!

Durante la visita alla fabbrica di Elios Ceramica non ho avuto la possibilità di avvicinarmi alla linea di cottura per motivi di sicurezza, ma vi assicuro che, anche da lontano, il calore dei fuochi è percepibile.

taglio e rettifica

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Al termine della cottura le piastrelle hanno ormai la loro consistenza definitiva – che, per darvi un termine di paragone, è più solida del marmo e del granito di cava – e sono pronte per essere tagliate, rettificate e controllate per aderire agli alti standard della produzione aziendale.

Il taglio – che porta ad esempio una lastra 60 x 120 a tre listoni 20 x 120 – viene eseguito in due momenti:

  • si pratica una piccola incisione sulla lastra, profonda circa 1 mm, in corrispondenza della linea di taglio
  • si procede poi al taglio vero e proprio facendo passare la lastra sotto alcuni martelletti che, imprimendo un colpo secco e veloce, ricavano i diversi pezzi

 

Dopo il taglio arriva il momento della rettifica, procedimento industriale meccanico che rende i bordi delle piastrelle perfettamente squadrati e in grado di essere accostati, durante la posa in opera, con una fuga minima (parliamo di un millimetro o due, tanto per intenderci).

scelta

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Arriviamo ora a una fase davvero delicata e importante della produzione: la scelta, ovvero la cernita attenta, effettuata a vista da personale esperto, dei prodotti rispondenti allo standard qualitativo di Elios Ceramica.

Ciascuna piastrella di una stessa fornitura deve infatti possedere una serie di caratteristiche dimensionali e cromatiche tali da consentire al cliente finale di comporre un pattern omogeneo a pavimento o rivestimento, perfettamente resistente alle sollecitazioni e durevole nel suo ciclo di vita.

Gli elementi che escono come non conformi dalla scelta vengono eliminati dalla catena di produzione e accantonati, spesso per essere poi riutilizzati nell’ottica del recupero ecologico degli scarti.

imballaggio

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Con la fase dell’imballaggio le piastrelle arrivano all’ultimo nodo del ciclo di produzione. Ciascun pacco è composto da un numero predefinito di pezzi e il suo confezionamento e trasporto viene gestito in modo totalmente automatizzato.

Una curiosità: il macchinario che solleva e trasporta le piastrelle lavora aspirandole letteralmente dal piano su cui sono appoggiate e vederlo all’opera è impressionante! Sembra che sfidi la forza di gravità! 🙂

Dalla fabbrica piastrelle di Elios Ceramica a Fiorano Modenese per ora è tutto! Spero che visitarla attraverso il mio racconto sia stato interessante e, se avete domande, potete scrivermi qui: designoutfitblog@gmail.com! Se capisco di non saper rispondere, giro la domanda a chi ho conosciuto in azienda, sempre gentile e disponibile a far imparare cose nuove! 🙂

Chiudo segnalandovi qui di seguito alcuni link interessanti per approfondire il tema delle piastrelle in gres porcellanato da pavimento e rivestimento:

Nora

[articolo realizzato in collaborazione con Elios Ceramica]


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