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Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla ...

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate | Joseph Mallord William Turner, Venice: San Giorgio Maggiore – Early Morning, 1819, acquerello su carta | Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

Dopo le due mostre pop, super instagrammabili, LOVE ed ENJOY, il Chiostro del Bramante si tuffa in pieno Ottocento. Dal 22 marzo al 26 agosto 2018, infatti, accoglie nelle sue sale una selezione di opere di Turner provenienti dalla galleria britannica Tate.

Forse, accennando alla Tate, sarebbe meglio parlare di gallerie, sottolineando con il plurale la molteplicità dei suoi spazi espositivi: ben 4, distinti tra la Britain, la Modern, la Liverpool e la St Ives (quest’ultima in una location davvero suggestiva con vista Atlantico).

LOVE ed ENJOY, chiuse rispettivamente il 5 marzo 2017 e il 25 febbraio 2018, hanno svolto a Roma un compito davvero importante: far tornare ai più giovani la voglia di visitare una mostra, abbattendo il muro di eccessivo rigore e di estraneità che tanti musei e spazi espositivi cittadini ostentano rispettano al pubblico.

Sono state mostre easy da visitare, fotografare e condividere sui social, tanto che, in molte occasioni, si sono rivelate un punto di aggregazione e ritrovo nei fine settimana.

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate | Joseph Mallord William Turner, Shields Lighthouse, c.1823-6, acquerello su carta | Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

Curatore della mostra dedicata a Turner è David Blayney Brown, massimo esperto della vita e delle opere del pittore inglese, nato a Londra quasi due secoli e mezzo fa, nel 1775, eppure capace di comunicare dei valori e un’estetica assolutamente originali e attualissimi.

Il lascito Turner è stato acquisito dalla Tate nel 1856. Nel 1851, alla morte del pittore, solo un centinaio di opere ad olio era stato destinato alla galleria. In seguito, dopo alcune controversie legali successive all’impugnazione del testamento da parte della famiglia, una decisione della Corte fece sì che l’intero contenuto dell’atelier di Turner fosse acquisito dal Regno e poi conservato alla Tate.

L’archivio attuale delle opere del più celebre pittore inglese è dunque, attualmente, molto più ampio di quanto era stato previsto inizialmente e, in particolare, consta di circa quattrocento opere ad olio, 36.000 su carta, migliaia di acquerelli, centinaia di album da disegno. Si tratta di un patrimonio davvero ampio, che è raro trovare per altri artisti dell’epoca.

mostra Turner. Opere dalla Tate: contenuti e significati

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate | Joseph Mallord William Turner, Venice: Looking across the Lagoon at Sunset, 1840, acquerello su carta | Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

Turner è stato un grande paesaggista, ma un altrettanto grande acquarellista. Portò infatti l’arte dell’acquerello a un livello mai raggiunto da altri artisti occidentali. Amava sperimentare, ritraendo soggetti di volta in volta diversi e utilizzando tecniche di pittura innovative. Colori e luci sono gli ingredienti essenziali di ogni sua opera e costituiscono il terreno della ricerca di una vita intera.

I lavori eseguiti da Turner in privato, non destinati a rispondere alle specifiche richieste di un committente, sono ovviamente quelli con il maggior contenuto sperimentale e progressista. La mostra allestita al Chiostro del Bramante mira proprio a celebrare questo segmento produttivo dell’artista, esplorandolo e rendendolo accessibile al grande pubblico.

È un po’ come sbirciare Turner da un punto di vista privilegiato, stando alle sue spalle e facendo tesoro di ogni gesto compiuto durante le ore del suo lavoro più personale e intimo. Ed è proprio questo lavoro a mostrare segni di una modernità che difficilmente collochiamo nell’Ottocento e che, in modo più diretto, potremmo invece associare al presente.

non è la prima volta di Turner a Roma

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate | Joseph Mallord William Turner, The Castle of St Angelo, 1832, acquerello su carta | Tate: Bequeathed by Beresford Rimington Heaton 1940

Nel corso della sua vita Turner venne a Roma due volte, nel 1819 e nel 1828. In entrambi i soggiorni romani scoprì la città come luogo di fermento culturale, al centro degli interessi di tanti studiosi e artisti europei, diventando a sua volta protagonista della vita sociale dell’epoca e destando curiosità in quanti la animavano.

Proprio per soddisfare i curiosi, nel corso del suo secondo soggiorno a Roma organizzò una mostra all’interno del suo atelier in piazza Mignanelli. Tra le opere esposte c’era anche una piccola vista del foro, dipinta a olio, presente ora al Chiostro.

Dire che la mostra non ebbe successo è un eufemismo. Tra i suoi appena mille visitatori, molti non esitarono a definirla orrenda. Tra i maggiori detrattori spiccò il nome di Joseph Anton Koch, pittore paesaggista tedesco, che all’epoca fece addirittura circolare tra gli artisti una caricatura per deridere Turner e la sua iniziativa.

C’è grande aspettativa, quindi, circa l’accoglienza da parte del pubblico di questa mostra al Chiostro e, dopo averla visitata in anteprima in occasione della conferenza stampa di presentazione, sono curiosa di capire quali emozioni sarà capace di suscitare (e se, come le altre mostre che si sono succedute nella stessa location, avrà una buona risonanza sui social!).

organizzazione del percorso espositivo attraverso i colori delle sale

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate | Joseph Mallord William Turner, A Hulk or Hulks on the River Tamar: Twilight, c.1811-14, tempera e acquerello su carta | Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

La mostra di Turner al Chiostro del Bramante è organizzata in sei sezioni, che modulano il percorso espositivo, disposto su due piani principali, attraverso l’alternanza di colori morbidi ed evocativi. Ciascun colore, infatti, veste la totalità dell’involucro al cui interno viene presentato un segmento creativo dell’artista britannico.

Ecco il dettaglio delle sei sezioni, ordinate cronologicamente:

  • 1791 – 1802 | Dall’architettura al paesaggio: le prime opere
  • 1805 – 1815 | La natura e l’ideale: l’Inghilterra
  • a partire dal 1810 | Luce e colore
  • 1815 – 1830 | In patria e all’estero
  • 1830 – 1840 | Il turista annuale
  • 1840 – 1845 | Maestro e Mago: le ultime opere

mostra Turner al Chiostro del Bramante: informazioni pratiche

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate

Chiostro del Bramante, mostra Turner. Opere dalla Tate | Joseph Mallord William Turner, Storm over the Mountains, c.1842-43, matita, acquerello e inchiostro su carta | Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

date di apertura al pubblico

22 marzo – 26 agosto 2018

informazioni e prenotazioni

+ 39 06 68809035

orari di apertura al pubblico

Da lunedì a venerdì 10.00 – 20.00
Sabato e Domenica 10.00 – 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

aperture straordinarie

domenica 1 aprile: 10.00 > 21.00
lunedì 2 aprile: 10.00 > 21.00
mercoledì 25 aprile: 10.00 > 21.00
martedì 1 maggio: 10.00 > 21.00
sabato 2 giugno: 10.00 > 21.00
venerdì 29 giugno: 10.00 > 21.00
mercoledì 15 agosto: 10.00 > 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

biglietti

Intero 14,00 euro
Ridotto 12,00 euro

maggiori informazioni > www.chiostrodelbramante.it

Nora


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