progetto preliminare: dai problemi alle soluzioni

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Arrivare alla decisione di ristrutturare casa è il frutto di un percorso di presa di coscienza di problematiche che non per forza riguardano solo l’aspetto pratico e funzionale connesso all’abitare.

Chi, come me, considera lo spazio un vero e proprio riflesso di sé, mette infatti nel calderone delle valutazioni anche questioni puramente emozionali, come il desiderio di voler stare meglio nell’ambiente in cui, per forza di cose, trascorre la maggior parte del tempo della propria esistenza.

Non riuscirò mai a capire – e non voglio proprio sforzarmi di farlo – chi non considera importante le qualità dello spazio da cui è circondato: a iniziare dalla casa, dal luogo di lavoro e dal giardino del condominio, per finire all’aula scolastica, al negozio sotto casa, al parco giochi dei bambini. Lo spazio condiziona inevitabilmente il nostro sentire. Ho letto da più parti che vivere in un luogo curato, anche al di là delle mura del nostro appartamento, può aiutarci a mettere in pratica – davvero! – quel complesso di regole che, per dirle con una parola sola, si chiamano etica.

Poi, chiaro, ho deciso di ristrutturare casa anche perché, proprio dal punto di vista pratico, non corrispondeva più alle abitudini di vita attuali mie e della mia famiglia, oltre che all’idea di casa che, grazie al lavoro di architetto e design blogger, ho maturato fino a oggi.

Ora, punto per punto, vi elenco cosa non va nella mia casa attuale e come, insieme a Samuele, stiamo progettando le diverse soluzioni a livello architettonico, impiantistico e di interior design. E, visto che provo a essere una persona seria, vi dico che questa prima fase di lavoro sulla casa si chiama progetto preliminare.

da una casa scomoda a una casa perfettamente funzionale

il progetto preliminare della zona giorno

prima

dai problemi alle soluzioni: il progetto preliminare

La zona giorno della casa è attualmente organizzata in una serie di stanze non in diretto collegamento tra loro. L’ingresso, che introduce frontalmente al soggiorno, porta alla cucina solo attraverso un corridoio sagomato a L.

Questo – lasciatemelo dire dopo anni di onorata carriera di sollevatrice e trasportatrice di sacchetti della spesa – è uno degli aspetti che rendono assolutamente scomoda la fruizione della casa. Quello che vorrei attuare nella nuova casa è, semplicemente, entro con il carico della spesa, vado drittadeposito tutto in cucina in attesa di riporlo per bene nella dispensaMinimo sforzo, massimo rendimento.

Inoltre abbiamo un problema: la divisione tra cucina e soggiorno ci costringe a raddoppiare la presenza del tavolo. Ne abbiamo uno in ciascuna delle due stanze, e la ridondanza non è il massimo, quando i metri quadrati a disposizione sono pochi.

Meglio un unico tavolo, di dimensioni sufficienti a ospitare non solo il momento dei pasti, ma anche quell’infinita serie di attività che raccontano lo scorrere delle nostre giornate in casa.

dopo

dai problemi alle soluzioni: il progetto preliminare

Eccoci qui, idealmente calati nel progetto preliminare del soggiorno con zona pranzo e angolo cottura che, a casa ristrutturata, occuperà gran parte della sua superficie e condenserà in uno spazio unico e fluido tutte le funzioni della zona giorno.

tramezzature demolite, la divisione tra le varie aree funzionali sarà assolta in gran parte dagli arredi (che in questa fase sono ancora in via di definizione), che delimiteranno gli ambiti specifici pur rispettando la loro connessione con il resto dello spazio.

L’apporto di luce naturale a tutta la zona giorno risulterà molto amplificato rispetto alla situazione ante operam: l’ampia finestratura frontale rispetto alla porta d’ingresso sarà infatti affiancata dalle aperture poste sulla destra (prima pertinenti alla camera dei bambini e al loro bagno).

La nuova organizzazione della zona giorno includerà inoltre l’ingresso e parte dei corridoi e disimpegni, sfruttando al massimo i metri quadrati a disposizione.

E in quell’angolo a destra, immediatamente vicino alla porta d’ingresso cosa ci sarà mai? Andate avanti a leggere per scoprirlo!

il progetto preliminare della zona notte

prima

dai problemi alle soluzioni: il progetto preliminare

Nello stato ante operam la camera dei bambini, accessibile dalla prima porta a destra rispetto all’ingresso, era stata accorpata all’appartamento in un secondo momento, quando ne abbiamo avuto necessità (l’arrivo del piccolo Francesco nel 2008!). L’ampliamento planimetrico era stato possibile frazionando e accorpando alla superficie dell’appartamento attuale una camera dell’unità immobiliare adiacente.

Per questo motivo la zona notte dell’appartamento risulta, nel prima, divisa in due zone distinte e lontane tra loro e, per quanto funzionale se presa singolarmente, non corrisponde alle esigenze abitative della famiglia.

Nella valutazione ho considerato anche il fattore sicurezza: avere i bambini, prossimi ragazzi, a dormire lontano da noi non mi piace molto. Mi rassicura di più l’idea che di notte tutta la famiglia occupi una porzione specifica della casa, con le diverse camere e i bagni in diretta connessione tra loro (sì, chiamatemi Ansia).

dopo

dai problemi alle soluzioni: il progetto preliminare

Di questa nuova zona notte di casa sono proprio orgogliosa, lo dico senza paura di risultare presuntuosa. Con un bel po’ di lavoro di incastro e limatura di centimetri – anche grazie all’aiuto di Samuele, che mi ha tirato fuori da alcune ipotesi non proprio felici – sono arrivata a questa soluzione definitiva che, in pratica, raggruppa in un’unica area le due camere da letto e i relativi bagni.

Il mio avrà accesso diretto dalla camera da letto, mentre quello dei bambini svolgerà più funzioni: servizio privato e per gli ospiti e zona lavanderia.

Gli spazi di distribuzione, nella nuova planimetria, risultano praticamente azzerati. L’unico disimpegno avrà una doppia funzione: smistare i diversi ambienti della zona notte e, nel controsoffitto posto a quota 240 cm (la minima consentita dalle norme per gli spazi di servizio all’interno di un’abitazione), ospitare tutte le unità interne dell’impianto di condizionamento canalizzato.

e l'home office dove lo metto?

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dai problemi alle soluzioni: il progetto preliminare

dopo

dai problemi alle soluzioni: il progetto preliminare

A volte mi capita di lavorare a casa e conosco quindi, per esperienza diretta, le difficoltà di integrare le proprie attività professionali con quelle domestiche e della famiglia in generale. Finora il mio studio era relegato nell’ex tinello che, più che problemi di spazio, ne aveva uno davvero molto rilevante per me: la mancanza di un’illuminazione naturale adeguata, anche nelle ore centrali del giorno, a causa dell’affaccio molto penalizzante sulla chiostrina interna della palazzina.

Nel progetto preliminare della nuova casa che ho fatto per risolvere il problema, quindi? Ho spostato il mio home office proprio accanto all’ingresso, in uno spazio che, al momento, è occupato dalla zona guardaroba della camera dei bambini. Per illuminarlo, nonostante sia distante dalle finestre del soggiorno e dell’angolo cottura, ho previsto l’apertura di un vano a giorno sulla parete divisoria che lo delimita rispetto alla zona pranzo.

Il fatto che lo studio abbia l’accesso in prossimità dell’ingresso, inoltre, mi rende più semplice il compito di ricevere eventuali ospiti legati al mio lavoro, svincolando la sua accessibilità da quella generale della casa.

Il nuovo angolo studio, inoltre, viene utilizzato dai miei figli per svolgere i compiti, anche in compagnia degli amici. La scrivania è abbastanza ampia da poter accogliere fino a 3 postazioni.

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