progetto sartoriale per spazi destinati al contenimento

Ho sempre pensato, fin da quando ho iniziato a lavorare come architetto nel 2003, che anche gli spazi più strettamente funzionali della casa dovessero avere una propria riconoscibilità estetica

E, in quanto a questo, non mi sto riferendo a veri e propri ambienti, come i bagni, in cui è appunto principalmente la funzionalità a dare le prime indicazioni per una corretta configurazione. Parlo invece di qualcosa che forse, a volte, sfugge dall’ambito della progettazione architettonica e si rifugia nella coda dell’interior design, quasi fosse una questione secondaria a cui dare una risposta. 

Parlo insomma degli spazi destinati al contenimento, sia degli abiti che degli accessori, ma anche dei vari oggetti che conserviamo nelle nostre case. 

Una delle fasi più delicate del percorso progettuale, quando curo quello relativo a una ristrutturazione in ambito residenziale, è tirar fuori ai clienti la verità sulle necessità di contenimento

C’è infatti chi colleziona infinite paia di scarpe e chi, invece, si mostra entusiasta del suo guardaroba capsule, minimalista e perfetto per ogni occasione. C’è ancora chi non riesce a privarsi, neanche in fase di trasloco, di quella vecchia borsa scovata al mercatino dell’usato e chi, infine, allinea sugli appendiabiti, in rigorosa palette cromatica, più file di semplicissime t-shirt. 

stile personale: dal guardaroba all’architettura

C’è insomma un legame diretto tra stile personale espresso dal proprio guardaroba e caratteristiche degli elementi che lo conservano con cura e, al bisogno, lo mostrano e lo rendono disponibile per l’uso.

Siamo, anche in questo, tutti davvero molto diversi, ed è per questo che il progetto di ogni singola casa è chiamato a interpretare a dare spazio, funzionale ed estetico, a queste specificità.

Questa introduzione – in cui avrei potuto facilmente accennare alla cabina armadio da sogno che Carrie Bradshaw progetta nel suo nuovo appartamento newyorkese con Mr Big – mi è utile per parlare con voi di cabina armadio; anzi, di cabina armadio in senso moderno.

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Camerino di Caccaro: un nuovo concetto di cabina armadio

Se, a leggere cabina armadio, l’unico riferimento a venirvi in mente è il classico box realizzato in cartongesso, posizionato lungo uno dei lati della camera, direi che abbiamo davvero bisogno di un aggiornamento 😊

Parliamo di Camerino, un concept innovativo che, più che a una cabina armadio, mi fa pensare a un volume freestanding, liberamente modulabile e accessoriabile per dare risposta a varie esigenze.

Nato dalla collaborazione tra l’azienda e il designer Sandi Renko, compie nel 2023 ben 10 anni e non li dimostra affatto; oppure sì, a giudicare dall’evoluzione che il modulo ha vissuto finora.

Prima di tutto devo fare una specificazione importante: anche se, leggendo il nome di Caccaro, sembra ovvio pensare che Camerino possa essere un semplice arredo, è più intuitivo e utile immaginarlo come un vero e proprio elemento d’architettura: qualcosa che non si limita a organizzare abiti e accessori, ma, volendo, può trasformarsi in un luogo di connessione visiva, funzionale ed estetica tra più spazi della casa, uscendo dai confini in cui, tradizionalmente, viene chiusa la classica cabina armadio.

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com’è oggi Camerino

Camerino, a volerlo posizionare nella propria casa, oggi apparirebbe così: un’architettura freestanding caratterizzata da una struttura a U, brevettata, e da un sistema di apertura totale delle ante che, impacchettandosi ai lati, consentono di rendere ben visibile e raggiungibile ogni più minuto oggetto contenuto all’interno.

Le ho provate al Salone del Mobile lo scorso aprile e nel flagship store di Milano (a proposito, l’avete mai visitato? È in via Flavio Baracchini 9, a due passi dalla Torre Velasca) e si azionano con un leggero tocco di dita, sembrano magiche. Già sogno, immaginando di poter essere felice un giorno per questa impagabile comodità.

L’insieme di questi elementi costruisce un ambiente che ispira creatività – perché potenzialmente collegabile al progetto complessivo di interior design della casa -, piacere nell’uso quotidiano e, anche, un piacevole senso di pulizia formale ed elegantissimo ordine.

 

progetto sartoriale per spazi destinati al contenimento

com’era Camerino nel 2013 e nel 2018

Camerino nasce nel 2013 ed è già innovativo. La cosa che più mi ha sorpreso quando ho iniziato a raccogliere informazioni su questo modulo per poi raccontarvelo, è stata leggere che, fin dall’inizio, era concepito come perfettamente rifinito su ogni sua faccia esterna e quindi, per definizione, posizionabile liberamente a centro stanza.
Questo è un aspetto che apprezzo particolarmente, perché una delle soluzioni che spesso propongo ai miei clienti è quella del letto a centro stanza, rivolto verso la finestra: una soluzione che permette, una volta arrivata l’ora del riposo, di liberare la visuale, da sdraiati, da tutti gli elementi estranei, soprattutto legati al guardaroba (alzi la mano chi accumula i vestiti sulla sedia in camera).
Camerino, per questo tipo di posizionamento del letto, consente di offrire la perfetta parete d’appoggio, bella e contenitiva (sulla faccia opposta).
Nel 2018 il modulo si arricchisce di tutti i plus del nuovo Sistema Freedhome e quindi, in particolare, di:

– Dettagli artigianali di elevata qualità
– Illuminazione integrata
– Un’ampia gamma di opzioni per la personalizzazione delle superfici e degli accessori

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perché scegliere Camerino per il proprio guardaroba (e non solo)

 

Penso possa essere utile riassumere qui di seguito alcune caratteristiche specificamente progettuali del modulo Camerino, così da avere un utile riferimento per la valutazione e l’eventuale scelta. Procedo per punti, ma anticipo il più importante: la struttura autoportante studiata da Caccaro consente una disposizione assolutamente flessibile all’interno della casa, senza creare vincoli definitivi di tipo architettonico ma, anzi, creando l’occasione per un’accentuata fluidità spaziale e funzionale.

Ecco infine i punti di cui vi dicevo prima:

1.

Espressione personale: Camerino non è un arredo, ma un vero e proprio spazio espressivo, che permette di riflettere la propria personalità in un’organizzazione e un ordine specifici

2.

Innovazione tecnologica: l’integrazione di tecnologie innovativecome i sistemi di illuminazione o le soluzioni per la gestione degli spazi – contribuisce a integrare il modulo in un concetto più ampio di casa smart, in cui anche l’interior design e gli elementi che lo concretizzano sono in grado di offrire il proprio prezioso contributo

3.

Versatilità funzionale: Camerino nasce sì per la zona notte/letto, ma può essere facilmente integrato in altri spazi domestici, come il living o l’home office, grazie alle sue qualità multifunzionali capaci di adattarsi a qualsiasi stile ed esigenza

4.

Bifaccialità: Camerino è liberamente combinabile con i diversi elementi dei Sistemi Caccaro: Freedhome (fin dal 2018), Wallover, Archtype con la sua innovativa Boiserie. Avete mai visto una cabina armadio con dietro un piccolo angolo per lavorare? Ecco.
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