architettura e impianti: il progetto definitivo

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Oggi vediamo insieme la planimetria definitiva della ristrutturazione del mio appartamento a Roma!

Dopo avervi dato un’idea preliminare di come avrei organizzato i nuovi spazi, è arrivato il momento di andare sul concreto, parlando nello specifico dell’architettura e degli impianti.

Vado avanti, quindi, con la descrizione delle varie parti del progetto e delle sue caratteristiche principali: quelle a cui, con Samuele, abbiamo lavorato tanto, fino al punto di dire ok, questa qui è la soluzione giusta. Non ci è voluto poco, abbiamo discusso (leggi litigato) parecchio, ma ora siamo felici e sappiamo che ne è valsa la pena. Aspettiamo con impazienza il momento in cui il progetto di casa sarà realizzato!

architettura e impianti: il progetto definitivo
architettura e impianti: il progetto definitivo

aspetti principali del progetto definitivo di ristrutturazione di casa

zona giorno e zona notte completamente distinte

architettura e impianti: il progetto definitivo
zona giorno e zona notte completamente distinte

una zona giorno fluida e multifunzionale

L’aspetto più rilevante del progetto definitivo, dal punto di vista funzionale, è la netta divisione tra zona giorno e zona notte, ovvero tra spazi collettivi e spazi privati della casa.

La zona giorno comprende:

  • l’ingresso, da cui si accede anche al disimpegno che distribuisce le camere della zona notte
  • l’home office (in cui già immagino di trascorrere molte ore al giorno, impegnata nei miei lavori da architetto e da design blogger)
  • lo spazio relax, suddiviso in una porzione dedicata alla TV e in un’altra, più vicina alla finestra, che sarà perfetta per accoccolarsi in poltrona e leggere
  • la zona occupata dal tavolo: non l’ho volutamente chiamata pranzo, perché da sempre sogno un tavolo che possa accogliere più attività, ed essere pienamente utilizzato non solo durante i pasti, ma lungo il corso dell’intera giornata per lavorare, sorseggiare un caffè, mangiare, leggere, chiacchierare, fare i compiti…
  • l’angolo cottura, ricavato all’interno di una nicchia, organizzato in una C aperta con un lato irregolare e ribassato rispetto al resto della zona giorno (e qui prometto di impegnarmi al massimo con colori e materiali per sottolineare l’effetto scatola nella scatola)

 

L’intero spazio pubblico della casa, dove trascorreremo la maggior parte del tempo in famiglia o con familiari e amici, è perfettamente fluido e continuo. Non ha divisioni, se non quelle, parziali, definite dalla collocazione degli arredi.

una zona notte intima e ben organizzata

architettura e impianti: il progetto definitivo
organizzazione delle camere e degli spazi della zona notte, compatta e funzionale

La zona notte, invece, oltre a essere suddivisa nelle camere che già vi avevo descritto raccontandovi il progetto preliminare, divide ulteriormente queste ultime in più zone funzionali, ottimizzando spazi e organizzazione degli arredi. A progetto realizzato avrò:

  • una camera da letto principale (quella mia e di Samuele) suddivisa in:
    • zona guardaroba, con un grande armadio angolare (ricicliamo quello che già abbiamo, sarebbe davvero un peccato eliminarlo, visto il suo costo iniziale e l’ottimo stato di conservazione attuale), una nuova cassettiera o toeletta affiancata da una poltrona in vimini che è della mia famiglia da sempre
    • zona riposo, con il letto a centro stanza, rivolto verso la grande porta-finestra a tre ante e addossato a una testiera contenitore attrezzata con vani per libri, smartphone e prese elettriche
  • una camera da letto per i bambini, divisa longitudinalmente in due parti perfettamente uguali (a prova di litigio tra fratelli) e organizzata in:
    • zona guardaroba, con due armadi lineari a tre ante disposti uno davanti all’altro, a creare uno spazio funzionale e distinto dal resto della camera
    • zona riposo, con due letti singoli disposti lungo le pareti a una distanza tale da consentire di passare al centro in modo agevole (c’è un corridoio di circa 1 metro)
    • zona studio, concentrata nella parte della stanza ben illuminata dalla luce naturale, grazie alla presenza di una finestra e di una porta-finestra (tra l’altro uno dei bimbi, mancino, vuole la luce da destra e occuperà la postazione di sinistra; l’altro è destro e occuperà l’altra)
  • un bagno per i bambini e per gli ospiti, immediatamente accessibile dal disimpegno adiacente all’ingresso e attrezzato anche in parte come lavanderia, con un mobile molto capiente per la lavatrice e la biancheria di casa
  • un bagno di pertinenza della camera da letto principale, più intimo e riservato

l'importanza della luce naturale e dell'aerazione

architettura e impianti: il progetto definitivo
l'illuminazione naturale e l'aerazione in una casa (quasi) mono-affaccio

Il mio appartamento, la cui costruzione originaria risale al 1967, è, come molti altri coevi, sostanzialmente mono-affaccio. Questo vuol dire che le aperture finestrate sono collocate tutte lungo la stessa parete esterna, a eccezione di un paio di finestre ad anta unica, pertinenti agli ambienti di servizio, che affacciano su una chiostrina interna.

Questa soluzione architettonica è causa di alcuni problemi in fase di ristrutturazione, soprattutto se la casa si sviluppa molto in profondità: gli spazi ricavati vicino alla porta d’ingresso, lontani dalla finestra, rischiano infatti di non essere quasi mai raggiunti dall’aria e dalla luce provenienti dalle finestre. Buio e interior design, in una casa, non vanno molto d’accordo dal punto di vista della vivibilità.

Per questo motivo, lavorando al progetto definitivo, ho tenuto conto di alcuni fattori importanti, in modo da assicurare benessere e comfort a ciascun nuovo spazio della casa:

  • il rapporto aeroilluminante, ovvero il rapporto tra la superficie calpestabile dell’appartamento e la superficie finestra apribile, che, come prescritto dal Decreto del Ministero della Sanità del 5 luglio 1975 all’art. 5, non deve mai essere inferiore a 1/8
  • la leggerezza delle soluzioni d’arredo previste in prossimità delle aperture (la congestione e il disordine causano affollamento visivo)
  • la collocazione degli spazi con il maggior contenuto tecnico-funzionale (cucina, zona studio e lettura) verso le finestre, in modo da renderli più luminosi e ventilati possibile

 

A quest’ultimo punto fa eccezione l’home office, posizionato lontano dalla parete esterna a causa del prevalere della necessità che fosse in una zona meno privata della casa, facilmente raggiungibile dalla porta d’ingresso. L’illuminazione naturale del mio angolo di lavoro avverrà comunque grazie a una finestra aperta sulla tramezzatura che lo divide dalla zona pranzo, che farà passare la luce e, allo stesso tempo, aprirà la visuale sul resto della casa.

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